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Come allestire il bagno in stile scandinavo?

Devo rifare il bagno della mia casa e vorrei orientarmi su un look di tendenza. Ho sentito parlare dello stile nordico e vorrei sapere: come allestire il bagno in stile scandinavo?

Lo stile scandinavo sta conoscendo, già da qualche anno, una larga diffusione, soprattutto grazie ad Ikea e alle sue soluzioni per tutte le tasche. Come per ogni altra stanza della casa, anche il bagno può essere personalizzato con questo stile nordico ed essenziale. Per capire come allestire il bagno in stile scandinavo, vediamo quali sono le sue principali caratteristiche.

Bagno scandinavo

Il bagno scandinavo, anche detto generalmente “nordico”, è caratterizzato da linee essenziali e dall’utilizzo di legno e materiali naturali. Pur se costituito da elementi che, presi singolarmente, possono risultare “freddi”, nel complesso tende a richiamare un ambiente caldo, dall’atmosfera accogliente e rilassante.

Sanitari e rivestimenti

Sia i sanitari, quanto i rivestimenti e le piastrelle, in un bagno scandinavo devono avere linee pratiche ed essenziali. Via libera quindi alla ceramica bianca e alle forme squadrate, soprattutto per i sanitari. I rivestimenti, invece, possono giocare con altre nuance, purché restino tenui e piuttosto neutre. Si dunque a beige e grigio chiaro, no a colori accesi.

Illuminazione

Poiché lo stile scandinavo ha origine in zone tendenzialmente poco assolate, è in genere orientato a valorizzare, quanto più possibile, la luce naturale. Per le tende, meglio optare per quelle alla veneziana, sia per l’essenzialità delle loro linee, sia per il maggior passaggio di luce naturale. Per quanto riguarda l’illuminazione artificiale, optate per applique e faretti che, rispetto a lampadari e plafoniere, doneranno un’atmosfera più calda e rilassante all’ambiente.

Legno

La naturalità di questo stile si esprime, come accennato, nell’uso del legno. Ampio spazio, quindi, a mensole, scaffali a giorno, sgabelli. Il legno di betulla, nel suo colore naturale, è quello che meglio si accosta a questo look; anche abete e larice, tuttavia, trovano spazio in un bagno scandinavo. Tra gli accessori, valutate un bel cesto portabiancheria in vimini.

Tessili e colori

In termini di essenzialità, per i tessili scegliete tessuti quanto più possibile naturali; cotone, lino e iuta, solo per fare qualche esempio di materiali dall’effetto piuttosto “grezzo”. Le tinte devono essere sempre neutre ed accostate tra loro senza grandi contrasti. Se l’effetto, a primo impatto, vi può sembrare poco caldo e personale, considerate di mettere nel vostro bagno una bella pianta; conferirà all’ambiente un tocco di verde che non guasterà di certo.

Vi ricordiamo, infine, che la diffusione dello stile scandivo deve parte del suo successo al fatto di risultare piuttosto economico; poca spesa, insomma, per la massima resa!

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Cosa si deve considerare nella scelta delle tende?

Ho deciso di sostituire i tendaggi della mia abitazione, alcuni perché usurati, altri perché non rispecchiano più lo stile della mia casa. Cosa si deve considerare nella scelta delle tende?

Molto spesso, siamo portati a considerare le tende solo come degli elementi estetici delle nostre case. Per capire, quindi, cosa si deve considerare nella scelta delle tende, dobbiamo, per prima cosa, iniziare a considerarle per le loro funzioni specifiche. Vediamole insieme.

Isolamento

Consideriamo le tende dal punto di vista dell’isolamento termico: d’estate fungono da schermatura per il caldo, mentre in inverno servono a ridurre la dispersione del calore interno. Ciò si traduce in risparmio energetico, dal momento che sarà necessaria una minore energia per riscaldare o raffreddare gli ambienti.

Regolare la quantità di luce solare

La funzione specifica delle tende è, indubbiamente, quella di regolare la quantità di luce solare che deve trapelare in casa. Va da sé che questa quantità varia da stanza a stanza: la camera da letto avrà bisogno di tende più coprenti, mentre per uno studio servirà maggior irraggiamento. Laddove il fabbisogno di luce non sia così semplice da determinare, si può pensare ad una doppia tenda. In questo modo si potrà, di volta in volta o a seconda delle stagioni, scegliere di utilizzare la tenda più sottile o quella più coprente.

Bagno e cucina

Il bagno e la cucina sono, certamente, gli ambienti della casa che richiedono i maggiori accorgimenti nella scelta delle tende. Ciò perché sono, tendenzialmente, stanze soggette a molti vapori. È preferibile, quindi, optare per delle tende che siano facili da pulire, nonché che abbiano buona resistenza all’umidità. Le tende alla veneziana, in quest’ottica, sono la scelta ideale.

Soluzioni per piccoli ambienti

In caso di ambienti piccoli o poco ariosi, si dovranno preferire tende poco voluminose, nonché optare per fantasie e nuance sobrie, che evitino di “chiudere” troppo l’ambiente. Le tende a pannello, ad esempio, possono dare un look sobrio e poco impegnativo anche alle stanze più piccole.

Tende arricciate

In fine, una soluzione che può andare bene per tutte le situazioni, sono le classiche tende arricciate. Versatili, facili da montare ed economiche, si adattano bene a tutti gli stili e possono essere scelte tra tanti tessuti, più o meno coprenti. Potreste pensare anche di acquistare due tende e sostituirle a seconda della stagione, con tinte più fresche per l’estate e un tessuto più pesante per i mesi freddi.

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Consigli per arredare la casa al mare

Ho da poco acquistato un appartamento in una località di mare e, con l’avvicinarsi delle bella stagione, devo pensare a come sistemarla. Avete dei consigli per arredare la casa al mare?

Chi possiede una casa al mare è due volte fortunato: perché può viverla e perché può dare spazio alla propria creatività e sbizzarrirsi nel creare un ambiente gradevole e confortevole. Quando parliamo dell’arredamento di una casa al mare, dobbiamo tenere bene a mente due fattori: essenzialità e relax. Ricordate che non vivrete la casa tutto l’anno, quindi è inutile avere un armadio enorme o una cucina super accessoriata. Tutto deve richiamare, inoltre, un senso di rilassatezza e benessere, dalle tinte ai complementi di arredo, dai tessili ai soprammobili.

Tinteggiatura

La tinteggiatura della casa al mare deve puntare, essenzialmente, sull’alternanza tra bianco e blu. Spazio anche alle tinte pastello, ma sempre sulla tonalità dell’azzurro o dell’acqua marina. Tali colori, infatti, richiamano proprio il mare e l’acqua e, di conseguenza, infondono serenità e tranquillità. Proprio ciò di cui si ha più bisogno durante una vacanza!

Pavimenti

Qualora si debbano sostituire anche i pavimenti, in una casa al mare sconsigliamo l’uso di rivestimenti troppo delicati, come il parquet o le piastrelle lucide. Scegliete materiali che necessitino minore manutenzione ed attenzione, come ad esempio il gres porcellanato, o i rivestimenti in cemento.

Arredamento

Nell’arredamento della vostra abitazione al mare, l’essenzialità deve rivestire un ruolo importante. Considerate che, dal momento che la vivrete durante le vacanze, non dedicherete troppo tempo a cucine impegnative, né a pulizie profonde ogni giorno. Meglio optare, quindi, per un arredamento basic e funzionale; ciò vale tanto per la cucina, quanto per il soggiorno e le camere da letto. Puntate su soluzioni versatili, come i divani letto o i tavoli allungabili, così da avere sempre a disposizione un po’ di spazio in più per eventuali ospiti dell’ultimo momento. Tenete in conto anche il fattore terrazzo: se la vostra casa ne dispone, sarà probabilmente l’ambiente più vissuto della casa.

Spazio al riutilizzo

La casa al mare può dare nuova a vita a quei mobili e complementi che teniamo in garage da troppo tempo. Una vecchia madia, un tavolo dismesso, possono diventare il nuovo arredamento della casa delle vacanze. Spazio quindi al riutilizzo, magari con un semplice restauro fai-da-te in chiave shabby chic.

Tessili e accessori

In ultimo, ma non da meno, tra i consigli per arredare la casa al mare, affrontiamo la questione dei tessili e degli accessori: sarà la parte più divertente e creativa, nonché quella di maggiore impatto nel look della casa. Colori e materiali dovranno essere orientati all’essenzialità, nonché dovranno contribuire a dare un’idea di freschezza, specie per quando rientrerete in casa durante le ore più calde. Nei tessili optate per materiali naturali, come cotone, canapa, iuta e lino. In merito agli accessori, per dare alla casa uno stile nautico fate, per prima cosa, una bella passeggiata in spiaggia; potreste raccogliere conchiglie e tronchi secchi e, se siete fortunati, magari una vecchia rete. Saranno un buon punto di partenza per riempire qualche angolo e conferire all’ambiente un look davvero marinaro.

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Consigli per un restyling veloce ed economico

Vorrei cambiare un po’ l’aspetto della mia casa, senza però spendere una fortuna o operare pesanti ristrutturazioni: avete dei consigli per un restyling veloce ed economico?

Capita a tutti, prima o poi, di tornare a casa e notare, all’improvviso, che ha decisamente bisogno di un nuovo tocco di stile. Molto spesso si tende a rimandare, nella convinzione che bisognerà spendere tanto o che saranno necessarie onerose operazioni di ristrutturazione; il risultato è che ci ritroviamo a vivere in un ambiente che non sentiamo più “nostro”. Eppure è possibile dare nuova verve alla nostra abitazione, ed è più semplice di quanto si possa pensare. Ecco i consigli per un restyling veloce ed economico della nostra redazione.

Tessili

Giocare con i tessili è la maniera più facile ed economica per dare un nuovo aspetto ad un ambiente, ormai fin troppo consueto. Un copridivano e dei cuscini possono dare un look totalmente nuovo al soggiorno; possono, inoltre, essere sostituiti a seconda delle stagioni, con nuance più calde in inverno e più fredde in estate. Discorso analogo per le tende: si può optare per delle fantasie geometriche, molto anni ’60, oppure per delle tinte uniformi ma dai colori di tendenza. A tal proposito, vi segnaliamo il colore del 2020: il PANTONE 19-4052 Classic Blue, scelto per la sua capacità di infondere “calma, fiducia e un senso di connessione”. Se parliamo invece delle camere da letto, copriletto, lenzuola e biancheria in genere possono essere scelte tra le nuove tendenze, per dare un nuovo carattere alla stanza.

Arredo

Pur senza cambiare tutto l’arredamento di una stanza, possiamo pensare di rinnovarne un po’ l’aspetto, sostituendo ad esempio le sedie con un modello più attuale. Un’altra soluzione può essere rappresentata da un mobiletto svuota-tasche, o da una madia; insomma, liberatevi di un mobile che non vi piace più ed integrate l’arredo con un complemento più utile o più gradevole ed integrato con il resto dell’ambiente.

Tinte

Anche le tinte dei muri possono concorrere a rinnovare, con poco tempo e spesa, un ambiente della casa. Scegliere una tinteggiatura un po’ inconsueta, magari per dipingere una sola parete del soggiorno, può conferire un look più attraente a tutta la stanza. Valutate anche gli stencil da muro, oppure delle carte da parati autoadesive; sono disponibili in tante fantasie e colori ed è semplice trovare quella che meglio si integra con il vostro arredamento.

Date, insomma, sfogo alla vostra fantasia e scoprirete che un restyling può essere facile, economico e anche divertente!

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Materiali per l’isolamento termico e acustico

La mia casa si trova in una posizione piuttosto trafficata, nonché in una zona climatica piuttosto fredda. Vorrei isolarla bene e mi piacerebbe sapere: quali sono i migliori materiali per l’isolamento termico e acustico?

Il comfort della nostra casa, è innegabile, passa anche attraverso un buon isolamento dall’ambiente esterno. Una casa bella, ma rumorosa e con i muri freddi in inverno e surriscaldati in estate, perde di certo gran parte del suo appeal. È possibile, tuttavia, ovviare a queste ingerenze dell’esterno, attraverso l’utilizzo dei migliori materiali per l’isolamento termico e acustico; vediamo insieme quali sono.

Isolamento termico

Nel caso dell’isolamento termico, si tratta di individuare dei materiali che impediscano, o quantomeno riducano sensibilmente, il passaggio di calore tra interno ed esterno e viceversa. Tali materiali possono essere:

  • sintetici
  • di origine minerale
  • di origine vegetale/animale.

Sintetici

I migliori materiali isolanti sintetici sono, essenzialmente, il polistirolo, il poliuretano e il polistirene. Si tratta di materiali a struttura alveolare che, pur essendo piuttosto economici, risultano degli ottimi isolanti termici.

Origine minerale

Tra gli isolanti di origine minerale, prendiamo in considerazione innanzitutto il silicato di calcio che, oltre alla sua capacità isolante, è ottimo anche come anti-muffa. La pomice naturale, invece, ha proprietà di assorbimento del suono, ed è quindi consigliabile per chi volesse isolare l’abitazione anche dai rumori esterni. Altro ottimo materiale è l’argilla espansa, materiale leggero e durevole nel tempo, resistente ad acidi, basi e solventi, nonché ecocompatibile, per avere anche un occhio all’ambiente.

Origine vegetale e animale

I migliori materiali di origine vegetale sono da individuare tra le fibre di legno, cellulosa, canapa e lino, nonché il sughero a struttura cellulare. Per quelli di origine animale, consigliamo la lana di pecora, green e totalmente riciclabile.

Isolamento acustico

Altrettanto importante è l’isolamento acustico dell’abitazione; oltre ad impedire l’invadenza di rumori dall’esterno, un buon isolamento acustico ci consente di non arrecare disturbo al vicinato. Questo tipo di isolamento può essere raggiunto sia l’aumento dello spessore delle pareti, sia con l’inserimento di materiali fonoassorbenti nelle intercapedini dei muri.

Materiali per l’isolamento acustico

La lana di roccia e la lana di vetro sono materiali di origine minerale, perfetti per raggiungere in casa un buon isolamento sia acustico che termico; sono inoltre biodegradabili e riciclabili. Consigliamo, anche in questo caso, il sughero e le fibre di legno, particolarmente utili nel ridurre il disturbo sia da alte frequenze, sia di rumori da calpestio.

Consigliamo, comunque, di interpellare un professionista che, con un breve sopralluogo, saprà consigliare l’uso dei migliori materiali isolanti, a seconda delle esigenze specifiche.

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È vero che il riscaldamento a pavimento ha dei consumi alti?

Vorrei valutare l’installazione di un impianto radiante nella mia casa, ma sento pareri contrastanti; è vero che il riscaldamento a pavimento ha dei consumi alti?

Il riscaldamento a pavimento è un sistema che, negli ultimi anni, ha avuto una larga diffusione. Questa tecnologia era già stata progettata negli anni ’50; il suo impiego, tuttavia, è ripreso solo di recente, da quando cioè sono stati migliorati i materiali di cui l’impianto è composto. Per capire se è vero che il riscaldamento a pavimento ha dei consumi alti, vediamo prima brevemente come funziona.

Struttura di un impianto di riscaldamento a pavimento

I moderni impianti di riscaldamento a pavimento sono strutturati, essenzialmente, con un sistema di tubi e serpentine, che vengono installati sotto il massetto. La struttura è composta anche di materiali isolanti (sotto le serpentine) e di materiali conduttori (sopra l’impianto), al fine di sprigionare al meglio il calore. Come si può intuire, la sua installazione comporta delle opere murarie, il cui costo va ad aggiungersi a quello dell’impianto stesso.

Costi di installazione

Per avere un’idea del tutto indicativa, che quindi non tiene conto della posizione geografica della casa, né di altre variabili come isolamento e coibentazione, possiamo dire che un impianto di riscaldamento a pavimento costa in media tra i 50 e i 70 euro per metro quadrato, inclusa l’installazione. Per un’abitazione di 100mq, bisognerà quindi preventivare una spesa di circa 6.000€. Affinché l’impianto sia più efficiente, servirà tuttavia l’installazione di una moderna caldaia a condensazione; ancor meglio se c’è la possibilità di utilizzare dei pannelli solari termici. Questi costi, di conseguenza, vanno aggiunti alla spesa per l’impianto.

Consumi del riscaldamento a pavimento

Un impianto di riscaldamento a pavimento riesce a funzionare con acqua a basse temperature; per intenderci, la cosiddetta temperatura di mandata si aggira intorno ai 30/40°C, contro i 70° di un impianto tradizionale. Ciò comporta un minor dispendio di energia per riscaldare l’acqua nelle tubazioni. L’impianto, quindi, va lasciato sempre accesso, con una temperatura ambiente impostata tra 18/20°C, affinché raggiunga una buona inerzia termica. Questo lo rende poco adatto alle abitazioni poco vissute, ma comporta un buon risparmio energetico per chi invece vive molto la casa. Con le dovute accortezza, dunque, un impianto di riscaldamento a pavimento, può consentire un risparmio dei consumi fino al 30%, rispetto ad un impianto tradizionale, con termosifoni a convenzione.

Conclusioni

Possiamo quindi concludere che non è assolutamente vero che il riscaldamento a pavimento abbia consumi alti, ma che anzi, al contrario, consenta un buon risparmio in bolletta. Benché il suo costo iniziale sia un po’ più alto rispetto al sistema tradizionale, i suoi consumi contenuti permettono di ammortizzare la spesa iniziale in poco tempo.

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Come funziona il riscaldamento per irraggiamento?

Devo sostituire l’impianto di riscaldamento della mia casa e vorrei evitare il classico sistema per convenzione: come funziona il riscaldamento per irraggiamento?

Tutti conosciamo, certamente, il funzionamento del classico riscaldamento per convezione, per intenderci quello con i termosifoni o termoconvettori. Altrettanto certamente, ne conosciamo anche i maggiori limiti: aria secca e ampia differenza di temperatura tra il pavimento e il soffitto. In questo articolo, pertanto, proveremo a capire come funziona il riscaldamento per irraggiamento, una valida e moderna alternativa alla convenzione.

Come funziona il riscaldamento per irraggiamento

Per avere un’idea di massima, possiamo dire che il riscaldamento per irraggiamento trasferisce velocemente calore, da un elemento caldo a quelli freddi della stanza. Nel sistema per convenzione, invece, il riscaldamento dell’aria avviene tra due superfici calde. I più comuni sistemi di questo tipo sono le stufe a infrarossi e il riscaldamento a pavimento.

Stufe a infrarossi

Le stufe elettriche a infrarossi, attraverso la propagazione di onde elettromagnetiche, riscaldano gli oggetti e i corpi raggiunti dai raggi. In questo modo, non scaldano l’aria, ma i muri della stanza ed i corpi in essa presenti, senza quindi la spiacevole sensazione di clima secco che può creare un impianto a convenzione.

Riscaldamento a pavimento

Spinto soprattutto dalla diffusione delle caldaie a condensazione, il riscaldamento a pavimento è un sistema che sta conoscendo una grande diffusione. In sostanza, l’impianto di tubi riscaldati viene posto sotto il massetto e, attraverso il pavimento, propagherà il calore dal basso verso l’alto della stanza.

Vantaggi di un impianto a pavimento

Un impianto a pavimento riesce a scaldare efficacemente gli ambienti, anche con una bassa temperatura dell’acqua (intorno ai 30/35°C); per questo è ideale il suo abbinamento con una caldaia a condensazione. Ciò si traduce in bassi consumi e, quindi, in un sostanziale risparmio energetico, ai quali vanno aggiunti i relativi sgravi fiscali. Un impianto a pavimento, inoltre, non crea sbalzi termici tra la parte bassa della stanza ed il soffitto, uniformando la temperatura ambiente. Ultimo, ma non da meno, non si avrà l’ingombro dei termosifoni.

Considerazioni su un impianto a pavimento

I pregi di un impianto di questo tipo sono certamente molto validi, ma ci preme precisarne anche alcune caratteristiche che non lo rendono adatto a tutte le situazioni. In primo luogo, il costo di realizzazione è piuttosto alto ed il motivo è abbastanza intuitivo; per realizzare un sistema di riscaldamento a pavimento, sono necessarie delle onerose opere murarie. Un’altra considerazione è quella in merito alla sua funzionalità; questo tipo di impianti, infatti, sono efficienti quando restano sempre accessi. Ciò li rende, pertanto, poco adatti in case poco abitate.

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Come si calcola il numero di elementi di un radiatore?

La mia casa è dotata di un’ampia taverna che vorrei ristrutturare; al momento, dispone solo del camino ma, visto che dovrò fare dei lavori, ho pensato di installare anche dei termosifoni. Vorrei sapere: come si calcola il numero di elementi di un radiatore?

Quando si ristruttura una casa, o anche un solo ambiente, può essere necessario progettare di nuovo l’impianto di riscaldamento. Se poi, come in questo caso, non c’è un impianto preesistente, bisognerà stabilire il dimensionamento dei radiatori, affinché questi scaldino a sufficienza l’ambiente. Per capire come si calcola il numero di elementi di un radiatore, vediamo prima come funziona questo importante complemento.

Funzionamento del radiatore

Il radiatore, o più comunemente il termosifone, propaga nell’ambiente il calore prodotto dall’acqua che scorre al suo interno. Tale acqua viene prima scaldata dalla caldaia e poi distribuita nei radiatori, attraverso le tubazioni.

Calcolare il numero di elementi di un radiatore

Come nel caso del calcolo del fabbisogno termico, le indicazioni che vi daremo di seguito servono solo per avere un’idea di massima. Per un calcolo accurato, dovrete rivolgervi al vostro installatore di fiducia. Per effettuare il calcolo approssimativo, bisognerà comunque tenere in considerazione i seguenti fattori:

  • il volume dell’ambiente
  • le calorie necessarie per scaldarlo
  • la potenza di ogni elemento del radiatore.

Esempio

Per rendere più facile la comprensione di questo calcolo, vediamo direttamente un esempio.

Ipotizziamo di dover calcolare gli elementi di un radiatore, per scaldare una taverna delle seguenti dimensioni: lunghezza 6 metri, larghezza 5 metri, altezza 3 metri. Il volume dell’ambiente sarà quindi di 6x5x3=90 metri cubi. A questo punto, dobbiamo moltiplicare i metri cubi per le chilocalorie, che stabiliremo su un valore medio di 30kcal; quindi 90×30=2700kcal. Non ci resta che dividere le chilocalorie totali per la potenza di ogni singolo elemento del radiatore che, convenzionalmente, stabiliremo essere di 200kcal; quindi 2700:200=13,5. Questo è il numero, molto indicativo, di elementi radianti necessari per riscaldare una stanza di 90 metri cubi.

Conclusioni

I dati sopra descritti, ricordiamo, non tengono conto di alcuni importanti fattori, necessari per avere un calcolo esatto del numero di elementi di un radiatore. Un buon installatore, infatti, terrà conto anche dell’esposizione dell’immobile, del suo grado di isolamento e coibentazione, nonché della zona climatica in cui la casa si trova. Rivolgersi ad un professionista, quindi, è necessario per avere un computo preciso e, di conseguenza, raggiungere il comfort desiderato in casa.

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Quali sono gli accessori essenziali per chi ha un gatto in casa?

Sto per prendere un gattino e vorrei che anche il mio appartamento sia pronto ad accoglierlo. Quali sono gli accessori essenziali per chi ha un gatto in casa?

Adottare un cucciolo è sempre una grande emozione; sempre più spesso, però, è fondamentale che le nostre case siano attrezzate al meglio, affinché la convivenza sia confortevole per tutti gli abitanti, pelosi o meno. Vediamo quindi insieme quali sono gli accessori essenziali per chi ha un gatto in casa.

1) Cuccia a forma di casa

I gatti, si sa, amano molto la loro privacy, nonché i posti in cui poter dormire raccolti. Questa cuccia a forma di casa è comoda ed originale; inoltre è dotata di un cuscino estraibile, pratico da pulire o da usare sul letto o sul divano.

2) Amaca da termosifone

L’unica cosa che il gatto ama più di dormire, è dormire al caldo! Questa pratica amaca si appende al termosifone, e garantisce così il massimo del comfort per il vostro gatto. Realizzata con un resistente telaio in alluminio, ha un rivestimento sfoderabile e lavabile, nonché rappresenta un accessorio di poco ingombro che, allo stesso tempo, piacerà molto al vostro amico peloso.

3) Tiragraffi

Dotarsi di un tiragraffi è una scelta obbligata con un gatto in casa, affinché questo non affili le proprie unghie sul nostro prezioso divano. Ci sono in commercio un’infinità di tiragraffi, di tutte le forme e dimensioni; tuttavia, abbiamo scelto di proporvi questo modello, poiché ha un ingombro minimo, ma una versatilità assoluta. Può essere, infatti, appeso al bracciolo del divano, oppure steso nel punto in cui il gatto preferisce farsi le unghie; in ogni caso, poltrone e cuscini saranno salvi!

4) Gattaiola

Un gatto domestico che può uscire in terrazzo o in giardino, è certamente un animale più felice. Possiamo, quindi, dotare una porta o una finestra di una pratica gattaiola, affinché il gatto possa entrare ed uscire in piena libertà. Questo modello è dotato di 4 diversi tipi di apertura: verso l’interno, verso l’esterno, aperto in entrambe le direzioni, oppure chiuso. Potrete quindi regolarla in modo che la notte il gatto rimanga in casa e dormire sonni tranquilli.

5) Spazzola raccogli-pelo

Una buona convivenza con un gatto in casa, passa soprattutto attraverso la pulizia. Sarà quindi essenziale dotarsi di una spazzola efficiente, per raccogliere i peli che Fufi lascerà su coperte, tappeti e divani. Dotata di un comodo serbatoio, questa spazzola può essere utilizzata anche sui vestiti di qualsiasi tessuto e potrete, inoltre, portarla con voi ovunque andrete con il vostro piccolo amico.

A questo punto, non vi resterà altro da fare che godervi le fusa di micio! Miao!

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Come si sceglie la tipologia del termosifone?

Devo sostituire l’impianto di riscaldamento nella mia casa di vacanza e vorrei sapere: come si sceglie la tipologia del termosifone?

Quando si decide di apportare delle modifiche all’impianto di riscaldamento della propria abitazione, la sostituzione dei termosifoni rappresenta un elemento centrale. Dal momento che le variabili da valutare sono molte, proviamo a vedere insieme come iniziare ad orientarsi, ancor prima di contattare l’installatore.

Considerazioni preliminari

Lo stile della casa, la sua funzione (casa principale o seconda casa) e la sua ubicazione, giocano un ruolo fondamentale nella scelta dei termosifoni, così come le dimensioni degli ambienti da riscaldare. Sarà essenziale, dunque, avere una precisa risposta a tali questioni, al fine di capire come si sceglie la tipologia del termosifone.

Tipologie di termosifoni

Se prendiamo in considerazione il tradizionale riscaldamento per convenzione, le tipologie di termosifoni si dividono, essenzialmente, in tre materiali:

  • ghisa
  • acciaio
  • alluminio.

Ghisa

Il più classico e tradizionale calorifero è certamente quello in ghisa; dotato di un’ottima inerzia termica, impiega un po’ a scaldarsi, ma si raffredda molto lentamente. È consigliato, quindi, se la casa è vissuta costantemente. I termosifoni in ghisa hanno un costo contenuto, anche se, lo ricordiamo, non vantano una vasta gamma di personalizzazioni; ciò li rende adatti, per lo più, ad ambienti di taglio classico o rustico.

Alluminio

I termosifoni in alluminio sono i più economici sul mercato, nonché i più facili da installare. Disponibili in un’ampia varietà di linee estetiche, hanno una buona resa termica e scaldano velocemente l’ambiente, pur raffreddandosi presto, una volta che l’impianto viene spento.

Acciaio

Quelli in acciaio sono, certamente, i caloriferi più moderni. Disponibili in un’infinità di varianti estetiche, dalle linee eleganti e contemporanee, sono la scelta giusta per chi vuole coniugare comfort e design. Come l’acciaio, disperdono velocemente il calore quando vengono spenti e, pertanto, sono adatti ad abitazioni vissute solo parzialmente.

Possiamo quindi affermare che, per una seconda casa, vissuta solo in determinati periodi e non in maniera costante, la scelta potrebbe ricadere su caloriferi in acciaio o in alluminio. Dato il loro maggior rapporto qualità/prezzo, sentiamo di consigliare, in definitiva, l’installazione di termosifoni in alluminio.

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