Archivio per Categoria Architettura

Materiali per l’isolamento termico e acustico

La mia casa si trova in una posizione piuttosto trafficata, nonché in una zona climatica piuttosto fredda. Vorrei isolarla bene e mi piacerebbe sapere: quali sono i migliori materiali per l’isolamento termico e acustico?

Il comfort della nostra casa, è innegabile, passa anche attraverso un buon isolamento dall’ambiente esterno. Una casa bella, ma rumorosa e con i muri freddi in inverno e surriscaldati in estate, perde di certo gran parte del suo appeal. È possibile, tuttavia, ovviare a queste ingerenze dell’esterno, attraverso l’utilizzo dei migliori materiali per l’isolamento termico e acustico; vediamo insieme quali sono.

Isolamento termico

Nel caso dell’isolamento termico, si tratta di individuare dei materiali che impediscano, o quantomeno riducano sensibilmente, il passaggio di calore tra interno ed esterno e viceversa. Tali materiali possono essere:

  • sintetici
  • di origine minerale
  • di origine vegetale/animale.

Sintetici

I migliori materiali isolanti sintetici sono, essenzialmente, il polistirolo, il poliuretano e il polistirene. Si tratta di materiali a struttura alveolare che, pur essendo piuttosto economici, risultano degli ottimi isolanti termici.

Origine minerale

Tra gli isolanti di origine minerale, prendiamo in considerazione innanzitutto il silicato di calcio che, oltre alla sua capacità isolante, è ottimo anche come anti-muffa. La pomice naturale, invece, ha proprietà di assorbimento del suono, ed è quindi consigliabile per chi volesse isolare l’abitazione anche dai rumori esterni. Altro ottimo materiale è l’argilla espansa, materiale leggero e durevole nel tempo, resistente ad acidi, basi e solventi, nonché ecocompatibile, per avere anche un occhio all’ambiente.

Origine vegetale e animale

I migliori materiali di origine vegetale sono da individuare tra le fibre di legno, cellulosa, canapa e lino, nonché il sughero a struttura cellulare. Per quelli di origine animale, consigliamo la lana di pecora, green e totalmente riciclabile.

Isolamento acustico

Altrettanto importante è l’isolamento acustico dell’abitazione; oltre ad impedire l’invadenza di rumori dall’esterno, un buon isolamento acustico ci consente di non arrecare disturbo al vicinato. Questo tipo di isolamento può essere raggiunto sia l’aumento dello spessore delle pareti, sia con l’inserimento di materiali fonoassorbenti nelle intercapedini dei muri.

Materiali per l’isolamento acustico

La lana di roccia e la lana di vetro sono materiali di origine minerale, perfetti per raggiungere in casa un buon isolamento sia acustico che termico; sono inoltre biodegradabili e riciclabili. Consigliamo, anche in questo caso, il sughero e le fibre di legno, particolarmente utili nel ridurre il disturbo sia da alte frequenze, sia di rumori da calpestio.

Consigliamo, comunque, di interpellare un professionista che, con un breve sopralluogo, saprà consigliare l’uso dei migliori materiali isolanti, a seconda delle esigenze specifiche.

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Come funziona il riscaldamento per irraggiamento?

Devo sostituire l’impianto di riscaldamento della mia casa e vorrei evitare il classico sistema per convenzione: come funziona il riscaldamento per irraggiamento?

Tutti conosciamo, certamente, il funzionamento del classico riscaldamento per convezione, per intenderci quello con i termosifoni o termoconvettori. Altrettanto certamente, ne conosciamo anche i maggiori limiti: aria secca e ampia differenza di temperatura tra il pavimento e il soffitto. In questo articolo, pertanto, proveremo a capire come funziona il riscaldamento per irraggiamento, una valida e moderna alternativa alla convenzione.

Come funziona il riscaldamento per irraggiamento

Per avere un’idea di massima, possiamo dire che il riscaldamento per irraggiamento trasferisce velocemente calore, da un elemento caldo a quelli freddi della stanza. Nel sistema per convenzione, invece, il riscaldamento dell’aria avviene tra due superfici calde. I più comuni sistemi di questo tipo sono le stufe a infrarossi e il riscaldamento a pavimento.

Stufe a infrarossi

Le stufe elettriche a infrarossi, attraverso la propagazione di onde elettromagnetiche, riscaldano gli oggetti e i corpi raggiunti dai raggi. In questo modo, non scaldano l’aria, ma i muri della stanza ed i corpi in essa presenti, senza quindi la spiacevole sensazione di clima secco che può creare un impianto a convenzione.

Riscaldamento a pavimento

Spinto soprattutto dalla diffusione delle caldaie a condensazione, il riscaldamento a pavimento è un sistema che sta conoscendo una grande diffusione. In sostanza, l’impianto di tubi riscaldati viene posto sotto il massetto e, attraverso il pavimento, propagherà il calore dal basso verso l’alto della stanza.

Vantaggi di un impianto a pavimento

Un impianto a pavimento riesce a scaldare efficacemente gli ambienti, anche con una bassa temperatura dell’acqua (intorno ai 30/35°C); per questo è ideale il suo abbinamento con una caldaia a condensazione. Ciò si traduce in bassi consumi e, quindi, in un sostanziale risparmio energetico, ai quali vanno aggiunti i relativi sgravi fiscali. Un impianto a pavimento, inoltre, non crea sbalzi termici tra la parte bassa della stanza ed il soffitto, uniformando la temperatura ambiente. Ultimo, ma non da meno, non si avrà l’ingombro dei termosifoni.

Considerazioni su un impianto a pavimento

I pregi di un impianto di questo tipo sono certamente molto validi, ma ci preme precisarne anche alcune caratteristiche che non lo rendono adatto a tutte le situazioni. In primo luogo, il costo di realizzazione è piuttosto alto ed il motivo è abbastanza intuitivo; per realizzare un sistema di riscaldamento a pavimento, sono necessarie delle onerose opere murarie. Un’altra considerazione è quella in merito alla sua funzionalità; questo tipo di impianti, infatti, sono efficienti quando restano sempre accessi. Ciò li rende, pertanto, poco adatti in case poco abitate.

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Come si può insonorizzare una stanza di casa?

Ho un figlio che studia musica e suona diversi strumenti. Per evitare di disturbare i vicini, mi interessa capire: come si può insonorizzare una stanza di casa?

Voler insonorizzare una stanza della propria casa è un gesto di rispetto nei confronti dei propri vicini: può essere, tuttavia, anche una soluzione per isolarsi da fastidiosi rumori, prodotti da altri e provenienti dall’esterno. Il primo consiglio che sentiamo di darvi è quello di rivolgervi ad una ditta specializzata o ad un esperto di acustica, poiché l’insonorizzazione di una stanza di casa non è un’operazione semplicissima da realizzare con il fai-da-te. Vediamo comunque un po’ di considerazioni preliminari e alcune soluzioni percorribili.

Individuare l’origine dei rumori

Per capire come si può insonorizzare una stanza di casa, dobbiamo prima chiederci da dove proviene il suono e di che tipo di rumori si tratta. A seconda della frequenza del suono, dal quale vogliamo isolarci, infatti, sarà necessario utilizzare materiali differenti. Le onde sonore ad alta frequenza, come la musica o le grida, richiedono l’utilizzo di materiali isolanti leggeri, ad esempio il polipropilene. I rumori di calpestio, invece, hanno una frequenza più bassa e, di conseguenza, presuppongono l’uso di materiali più pesanti.

Pannelli fonoassorbenti e fonoisolanti

L’insonorizzazione di una stanza della nostra casa passa, certamente, per l’applicazione di appositi rivestimenti in pannelli. Tali pannelli possono essere di due tipi: fonoassorbenti o fonoisolanti. I primi servono ad assorbire l’energia acustica e impediscono, quindi, al suono di entrare nella stanza. I pannelli fonoisolanti, al contrario, servono a riflettere l’energia acustica e impediscono dunque l’ingresso dei rumori. Un’efficace insonorizzazione richiede l’applicazione di entrambe le tipologie di pannelli; i costi sono piuttosto variabili e vanno dai 10€/mq per quelli realizzati in polipropilene, fino ai 50 euro per metro quadrato dei pannelli in cartongesso accoppiato.

Porte e finestre

L’isolamento acustico della casa non può prescindere da porte e finestre; gli infissi, infatti, possono lasciar passare i rumori sia in ingresso che in uscita. Finestre con doppi vetri, uso di sigillanti o anche di semplici paraspifferi possono essere dei validi alleati dell’insonorizzazione degli ambienti.

Spazio a disposizione

Una considerazione che non possiamo tralasciare, è quella in merito allo spazio a disposizione in casa. Perché, è bene ricordarlo, l’applicazione di pannelli isolanti richiede un sacrificio di spazio, lungo il perimetro delle stanze che si vogliono insonorizzare. Maggiore è lo spazio a disposizione e maggiore sarà l’isolamento acustico che si riuscirà a raggiungere, poiché si potranno mettere in atto soluzioni isolanti più spesse e, quindi, più efficaci.

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Quali sono i migliori rimedi contro l’umidità?

Ho acquistato una casa indipendente e le tracce di umidità sono piuttosto evidenti: quali sono i migliori rimedi contro l’umidità?

L’umidità in casa è un argomento che, purtroppo, riguarda da vicino tante famiglie; dalle cantine alle soffitte, sarà capitato pressoché a chiunque di dover fare i conti con delle fastidiose macchie di umidità e le relative muffe. Per capire quali siano i migliori rimedi contro l’umidità, vediamo come sia possibile agire sia sulle cause, che sugli effetti dell’umidità.

Umidità in casa

Le fonti dell’umidità in casa possono essere le più disparate: dall’umidità di risalita, alla condensa, fino alle infiltrazioni. Ciò comporta che i rimedi vadano rintracciati caso per caso, a seconda che l’umidità venga dall’interno o dall’esterno della casa. La causa più comune dell’umidità, comunque, è rappresentata in genere dallo scarso isolamento termico dell’abitazione.

Rimedi contro l’umidità

Dei rimedi efficienti, indipendentemente dalle cause dell’umidità, esistono e sono piuttosto semplici da mettere in pratica. Areare gli ambienti è la prima accortezza da mettere in campo. Attenzione però: tenere le finestre aperte, in pieno inverno, per troppo tempo, può generare l’effetto contrario. Meglio aprire per 5/10 minuti almeno 2 volte al giorno, così da non disperdere troppo calore, né degli interni, né delle pareti. Dotarsi di un buon deumidificatore, inoltre, è una soluzione comune ed efficace; ricordate che l’umidità relativa in casa non dovrebbe superare il 60%.

Il cappotto termico

Se l’umidità della nostra abitazione è dovuta ad un basso valore di isolamento termico della struttura, il rimedio più accreditato sarà certamente il cappotto termico. Si tratta di un rivestimento isolante che ricopre la facciata esterna della casa, aumentandone l’efficienza energetica. La dispersione termica, infatti, si abbasserà sensibilmente; ciò consente di risparmiare sul riscaldamento, nonché evita il raffreddamento dei muri, che è la prima causa di umidità.

Altre soluzioni

Esistono, poi, altre soluzioni per arginare tanto le cause, quanto gli effetti dell’umidità in casa. Una di queste è rappresentata dall’uso di tinteggiature a base minerale (in genere si tratta di calce), in grado di lasciar traspirare i muri e, così, impedire la formazione di muffe. Ci sono poi in commercio dei sistemi di ventilazione meccanica controllata (VCM), cioè dei meccanismi automatici che, al raggiungimento della soglia limite di umidità, aprono delle bocchette per la ventilazione forzata degli ambienti.

È bene ricordare che i rimedi sopra citati possono essere dei validi alleati per prevenire l’insorgere di problemi legati ad umidità e muffe, anche laddove questi non si siano ancora manifestati in casa.

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Cosa sono i rivestimenti effetto cemento

Per la ristrutturazione della mia casa, ho in mente un stile industrial, dall’arredamento ai pavimenti. Vorrei avere, quindi, un po’ di informazioni: ad esempio, cosa sono i rivestimenti effetto cemento?

I rivestimenti effetto cemento sono una soluzione davvero originale per personalizzare la casa; donano agli spazi, infatti, uno stile molto peculiare e moderno. Disponibili in tante finiture, possono ricoprire muri e pavimenti con uno strato uniforme, senza le tediose fughe delle classiche mattonelle. Ciò comporta che questi rivestimenti siano molto più facili da pulire, caratteristica che li rende particolarmente igienici e funzionali per bagni e cucine. Va da sé che, come impronta di stile, i rivestimenti in cemento, sono perfetti per ogni stanza.

Caratteristiche

Il ridotto spessore dei rivestimenti con effetto cemento, rende questa soluzione ideale per essere posata in opera, ad esempio, sopra il pavimento esistente. Ciò consente di risparmiare tempo e costi, dal momento che non sarà necessario rimuovere piastrelle, spostare calcinacci o rifare il massetto. Per la loro composizione ruvida, questi sono naturalmente antiscivolo; non sono soggetti, inoltre, a degradazioni o ingiallimento, nonché hanno la caratteristica di essere particolarmente resistenti a urti e graffi.

Usi dei rivestimenti

Oltre alla posa orizzontale nei pavimenti, i rivestimenti effetto cemento possono essere utilizzati per personalizzare anche altri angoli della casa: muri, colonne e caminetti possono avere un aspetto tutto nuovo e maggiormente caratterizzato, grazie all’uso di questi materiali. Un’altra idea bella e pratica, è quella di rivestire la doccia con l’effetto cemento; sarà anche più semplice da pulire e si eviterà lo sgradevole effetto del calcare. Ma un rivestimento effetto cemento è perfetto anche per l’isola della cucina, oppure per le scale, dove la sua efficacia antiscivolo può risultare particolarmente importante.

Personalizzazioni

I rivestimenti effetto cemento si prestano ad un’infinità di personalizzazioni; oltre alle tonalità di colore, infatti, si può scegliere tra tante diverse texture e finiture. Il cemento può infatti avere un aspetto “grezzo”, oppure essere lavorato, levigato o spatolato. Ciò gli conferisce anche diversi gradi di ruvidità, a seconda del proprio gusto, o delle proprie esigenze.

Per concludere, insomma, i rivestimenti effetto cemento sono una soluzione pratica e abbastanza economica (visto che la posa in opera può avvenire sopra l’esistente) per dare alla casa un’impronta di stile davvero caratteristica e moderna. @

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Cosa sono i pavimenti in resina

Dovrei rifare la pavimentazione del mio appartamento e vorrei sapere: cosa sono i pavimenti in resina?

Fino a qualche anno fa, non avremmo parlato di pavimenti in resina all’interno di un portale che si occupa della casa. I pavimenti in resina, infatti, erano utilizzati in contesti industriali o in strutture sanitarie, proprio per la loro principale caratteristica: sono facili da pulire. Da qualche anno, invece, i pavimenti in resina hanno subito un’evoluzione che li ha resi, a giusto titolo, disponibili anche per le abitazioni private.

Pavimenti in resina

I pavimenti, o rivestimenti, in resina sono dei composti di materiali sintetici e speciali inerti; a questi possono essere aggiunti altri materiali, in base alla funzione che andranno a ricoprire (ad esempio per rivestimenti esterni). Tali resine si prestano ad una quantità di personalizzazioni pressoché infinita: oltre alla tonalità di colore, si potrà scegliere infatti anche il livello di brillantezza del rivestimento, nonché il grado di ruvidità desiderato. Impossibile, quindi, non trovare il pavimento in resina adatto al design e all’arredamento della nostra casa!

Praticità del pavimento in resina

I pavimenti in resina, sempre più spesso, vengono scelti in contesti domestici proprio per la loro praticità. Dato lo spessore molto ridotto dello strato di resina, è possibile la posa in opera sopra il pavimento esistente; non sarà necessario, quindi, rimuovere le vecchie piastrelle, risparmiando sia il costo, sia il tempo dell’intervento murario.

Ulteriori vantaggi

I pregi di un pavimento in resina non si fermano qui; a loro favore, possiamo dire inoltre che sono particolarmente resistenti a urti e graffi, nonché che hanno una buona durata nel tempo. La loro facilità nella pulizia, di cui si è già accennato, è dovuta alla posa in opera senza fughe; a differenza delle comuni piastrelle, quindi, un pavimento in resina risulta perfettamente liscio e privo di interstizi, difficili da pulire.

Costo

I pavimenti in resina sono, dunque, assai pratici e altamente personalizzabili; tali personalizzazioni, tuttavia, hanno un costo non banale. La spesa minima per un rivestimento in resina si aggira intorno ai 40 euro al metro quadro, la massima sui 120 euro. Possiamo desumere, quindi, che il costo medio di questo tipo di pavimenti sia intorno agli 80/90 al mq. Di per sé, quindi, il costo non sarebbe proprio economico; dobbiamo però ricordare che non sarà necessario rimuovere le piastrelle esistenti, né rifare il massetto o smaltire i calcinacci. Il costo finale, pertanto, sarà bilanciato da una minore spesa per la manodopera.

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Tipologie di tende da sole in commercio

Ho un bellissimo terrazzo e, per poterlo vivere, dovrei trovare una soluzione per coprirlo. Quali sono le tipologie di tende da sole in commercio tra cui potrei scegliere?

Il terrazzo, se ben attrezzato, è di certo uno degli spazi della casa più gradevoli da vivere. Un arredamento studiato, delle belle piante ornamentali, sono elementi importanti, certamente; tuttavia, la vivibilità di un terrazzo non può prescindere da una buona tenda da sole. Le tende da sole, infatti, non solo proteggono il nostro terrazzo dai raggi diretti e dal calore, ma sono utili anche a dare una maggiore privacy allo spazio. Le tipologie di tende da sole in commercio sono varie; vediamone alcune nel dettaglio.

Tipologie di tende da sole

Possiamo, innanzitutto, suddividere le tende da sole in 4 tipi di strutture:

  • a guide laterali
  • con bracci estensibili
  • con cappottina
  • a caduta.

Tende da sole a guide laterali

Ideali per terrazzi anche di grandi dimensioni, le tende a guide laterali si caratterizzano per la struttura fissata al muro o al soffitto. La struttura, quindi, mantiene teso il telo, così che questo risulti più resistente al vento.

Tende con bracci estensibili

Questo genere di tende è composto da un sistema di bracci che, estendendosi, consentono di svolgere il telo e, così, di avere riparo dal sole. All’occorrenza, la tenda può essere riavvolta; bracci e telo scompariranno all’interno dell’apposito cassonetto, fissato al soffitto.

Tende con cappottina

Adatte alla copertura, per lo più, di spazi contenuti, le tende a cappottina hanno una tipica forma bombata, in cui il telo è fissato su una struttura arcuata.

Tende a caduta

Le tende a caduta sono composte da strutture leggere e avvolgibili; fissate al soffitto del terrazzo, scendono in verticale, rasenti la facciata, ed offrono così riparo dal sole dalla ventilazione.

Caratteristiche dei tessuti per le tende da sole

La tenda da sole, inoltre, affinché fornisca un’efficace copertura, deve essere provvista di un telo che presenti le seguenti caratteristiche:

  • resistenza all’acqua
  • protezione dai raggi UV
  • resistenza agli strappi.

I tessuti acrilici, in genere, presentano tutte e 3 le caratteristiche citate e, per questo, vengono preferiti ai tessuti naturali. Avranno, inoltre, una minore necessità di manutenzione.

Autorizzazioni

Un ultimo, breve spazio va dedicato a valutare se sia necessario richiedere delle autorizzazioni, prima di montare una tenda da sole in terrazzo. Se l’abitazione si trova in un palazzo, ad esempio, bisognerà avere il benestare dell’assemblea. Sarà, inoltre, necessario rispettare l’estetica del palazzo e, di conseguenza, la scelta di struttura e tessuti potrebbe non esser libera, ma dovrà sottostare al regolamento condominiale. L’installazione, in più, potrebbe richiedere un’autorizzazione del settore edilizia del proprio comune di appartenenza.

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Detrazioni per l’installazione di pannelli solari

Vorrei installare in casa un impianto solare e, per comprendere meglio il tipo di costo che dovrò sostenere, mi interessa sapere che tipo di incentivi potrei ricevere. Esistono delle detrazioni per l’installazione di pannelli solari?

A seguito della nuova Legge di Bilancio 2020, tutti gli incentivi previsti per il 2019 sono stati riconfermati. Per meglio comprendere a che tipo di detrazione si ha diritto e in quale ambito vanno considerati gli incentivi, dobbiamo però, innanzitutto, distinguere i pannelli solari termici dai pannelli solari fotovoltaici.

Pannelli solari termici

Destinati alla produzione di acqua calda per uso sanitario e per il riscaldamento, i pannelli solari termici rientrano nell’Ecobonus 2020, relativo al risparmio energetico e, pertanto, danno diritto a una detrazione IRPEF del 65%, entro una spesa massima di 60.000€, rimborsabile in 10 anni.

Pannelli solari fotovoltaici

I pannelli solari fotovoltaici, pur sfruttando come i pannelli termici l’energia solare, servono però alla produzione di energia elettrica. L’installazione di questo tipo di pannelli rientra nel Bonus Ristrutturazioni Edilizie 2020 e, di conseguenza, da diritto ad una detrazione IRPEF del 50%. A questo, la normativa aggiunge l’Iva al 10% (anziché al 22%).

Requisiti

Fatta questa doverosa distinzione, l’installazione di pannelli solari, sia per la produzione di energia che per quella di acqua calda, deve rispettare determinati requisiti, affinché dia diritto agli incentivi. Vediamoli insieme:

  • l’edificio deve essere esistente: l’installazione su nuove costruzioni, infatti, non da diritto a questo tipo di detrazioni;
  • il pagamento può avvenire solo a mezzo di bonifico parlante, dove si dovrà indicare la causale (con riferimento normativo Art. 16bis, DPR 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o la partiva Iva del beneficiario del pagamento, il numero e la data della fattura;
  • la conformità del prodotto alla normativa europea;
  • la garanzia di almeno 5 anni per i pannelli;
  • presentazione della pratica ad Enea, entro 90gg dalla data di fine lavori.

Beneficiari

Attraverso la dichiarazione dei redditi, tramite 730 o Modello Unico, posso beneficiare degli incentivi tutti i privati cittadini, sia che l’installazione dei pannelli solari avvenga in private abitazioni, sia per locali adibiti a scopi commerciali.

La detrazione si applica a tutti i costi sostenuti per l’efficientamento energetico o per la ristrutturazione edilizia, compresi quindi:

  • acquisto dei prodotti
  • installazione
  • certificazione (laddove ci si avvalga di un professionista).

In ogni caso, e indipendentemente dalle detrazioni per l’installazione di pannelli solari, sia che la scelta ricada su un impianto a pannelli termici, sia sul fotovoltaico, si tratterà comunque di una soluzione green, che permetterà alla nostra casa di utilizzare energia rinnovabile, in questo caso quella solare, e, di conseguenza pulita ed eco-sostenibile. Sarà, insomma, una scelta amica dell’ambiente.

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Pavimento flottante: cos’è e come funziona?

L’impresa edile, che sta ristrutturando il mio appartamento, mi propone varie soluzioni per la pavimentazione del terrazzo, tra cui il pavimento flottante: cos’è e come funziona?

La pavimentazione flottante, o galleggiante, è un sistema sopraelevato per la posa delle piastrelle; utilizzato anche negli interni, si adatta perfettamente agli spazi esterni delle nostre case e, anzi, nella maggior parte dei casi si presenta come la migliore soluzione per terrazzi e balconi.

Il pavimento flottante, infatti, è ideale per ovviare ai problemi di dilatazione, dovuti a sbalzi termici, gelo o caldo estremo, a cui sono soggette le pavimentazioni esterne. Colle e stucchi, normalmente impiegati per la posa in opera, tendono infatti a dilatarsi in modo diverso dalle piastrelle su cui sono impiegati; per effetto del tempo e degli agenti atmosferici, quindi, la superficie piastrellata potrebbe rompersi o incrinarsi. Ciò non avviene con un pavimento galleggiante, poiché le suddette colle non vengono impiegate nella posa.

Per capire meglio, però, cos’è e come funziona un pavimento flottante, iniziamo a vedere gli elementi di cui si compone.

Guaina

La guaina è lo strato impermeabilizzante di cui viene ricoperta la superficie, in questo caso del terrazzo. Materiale isolante per eccellenza, la guaina impedisce all’acqua piovana di penetrare sotto il massetto e, di conseguenza, di causare spiacevoli infiltrazioni di umidità.

Supporti

Un volta posata la guaina sulla superficie del terrazzo, si procederà alla posa degli specifici elementi di supporto. Realizzati, in genere, in materiale plastico, tali supporti sono regolabili e, in alcuni casi, anche auto-livellanti, così da permettere una posa in opera facile e sicura.

Piastrelle

Il piano calpestabile della pavimentazione galleggiante è rappresentato dalle piastrelle, anche dette lastre di finitura o modulari.

Posizionate sopra gli appositi supporti, le piastrelle saranno subito calpestabili, senza dover attendere i tempi di “tiraggio” dei normali collanti. Inutile dire che la personalizzazione di tali lastre è pressoché infinita! Solo per parlare di materiali, la scelta può ricadere su:

  • il legno
  • il cemento
  • il gres porcellanato.

Inquadrata la composizione di un pavimento flottante, vediamo quali sono i vantaggi della sua installazione.

Economico

Dal momento che non richiede l’utilizzo di specifici collanti, il pavimento galleggiante risulta più economico di uno tradizionale; anche la posa sarà più rapida e, di conseguenza, ci consentirà di abbattere notevolmente anche le spese di messa in opera. Questo sistema, inoltre, consente la facile sostituzione anche di una sola lastra, senza dover di nuovo pavimentare l’intera superficie.

Veloce

Come accennato in precedenza, un pavimento flottante può essere subito calpestato dopo la sua installazione, senza gli inutili tempi di attesa, dati dall’uso delle colle. La posa è piuttosto veloce e, non di meno, può avvenire senza la rimozione della vecchia pavimentazione: il sistema sospeso, infatti, può essere applicato, senza problemi, sopra il vostro vecchio pavimento. Il vantaggio è chiaro: veloce e, ancora una volta, economico.

Pratico

Un pavimento galleggiante è pratico, sotto ogni punto di vista; sia per la sua facile e veloce installazione, nonché per la semplicità di rimozione. Ma è anche facile da pulire, date le caratteristiche dei materiali impiegati per realizzare le piastrelle. Non dimentichiamo, inoltre, che le lastre possono essere rimosse per intervenire, all’occorrenza, su eventuali impianti presenti sotto la superficie, oppure per ripristinare la guaina.

Un pavimento flottante, insomma, è un sistema piuttosto nuovo, ma già perfettamente rodato e, in più, altamente personalizzabile, che si adatta perfettamente all’uso in spazi esterni.

Da prendere, sicuramente, in considerazione anche come elemento di arredo per un piccolo terrazzo.

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L’impianto geotermico nella nostra casa

Sto ristrutturando la mia casa e volevo capire se sia possibile dotarla di un impianto geotermico: come funziona e quanto costa?

L’Italia è da sempre all’avanguardia nello sfruttamento della geotermia (letteralmente “calore della terra”); sin dai primi del ‘900, infatti, nel nostro paese sono attive centrali geotermiche, che sfruttano quindi il naturale calore prodotto dal sottosuolo. Si tratta, in genere, delle cosiddette centrali ad alta e media entalpia, per la produzione di energia elettrica.

Per l’uso domestico, invece, dove la geotermia serve a fornire riscaldamento e acqua sanitaria, si parla di impianti a bassa entalpia (o a pompa di calore).

Come funziona un impianto geotermico domestico

L’impianto geotermico per istallazione casalinga si compone essenzialmente di 3 elementi:

  • le sonde
  • la pompa di calore
  • il serbatoio di accumulo dell’acqua.

La sonda

Le sonde geotermiche sono tubature in polietilene che, attraverso un piccolo foro nel terreno, raggiungono la profondità (variabile, a seconda della zona, tra i 50 e i 150 metri) in cui il sottosuolo si trova ad una temperatura tra i 12 ed i 18 gradi.

La sonda dunque prende il calore naturale del suolo e lo trasmette alla pompa di calore, per effetto dello scambio termico e attraverso dei fluidi detti “termovettori”.

La suddetta pompa, sfruttando l’accumulo di acqua, trasferisce poi il calore al sistema radiante interno della casa.

Un impianto di questo tipo consente al terreno di fungere da serbatoio termico e quindi di riscaldare, prendendo calore in inverno, e rinfrescare, cedendolo in estate.

Basterà quindi dotare l’impianto di pannelli radianti o ventilconvettori (anziché dei normali radiatori, che servirebbero solo in fase di riscaldamento) per avere in casa una temperatura gradevole tutto l’anno. Il tutto con un unico impianto, anziché con l’utilizzo sia della caldaia che dei condizionatori.

I vantaggi di un impianto geotermico in casa sono innumerevoli

Innanzitutto è sicuro e non richiede grande manutenzione. Non usa combustibili che possano arrecare danni di alcun tipo e gli elementi che lo compongono hanno una grande durabilità nel tempo.

La geotermia, inoltre, sfruttando il naturale calore del sottosuolo, è un’energia pulita e rinnovabile; ciò la rende quindi sia ecologica che economica, con un occhio sia all’ambiente che al portafogli.

I costi

Il costo iniziale per creare l’impianto è piuttosto variabile e dipende in larga parte dallo scavo per installare le sonde nel terreno, nonché dalla grandezza dell’edificio che andrà ad usufruire dell’impianto stesso. Potremmo dire, in maniera molto indicativa, che il costo per una centrale geotermica per uso domestico si aggira tra i 15 e i 20 mila euro, laddove una buona metà è rappresentata dallo scavo e installazione delle sonde.

Si tende, in genere, a consigliare l’installazione di un impianto geotermico soprattutto nelle nuove costruzioni, dal momento che queste rispetteranno già le stringenti norme di isolamento termico previste per legge. In assenza di un adeguato isolamento, infatti, la geotermia non sarebbe abbastanza efficiente da giustificare il costo, certamente medio-alto, dell’installazione.

Un impianto geotermico, inoltre, risulta molto economico, nel complesso, se paragonato ad un tradizionale impianto a gasolio. L’efficientamento energetico, invece, risulterà più scarso rispetto ad un impianto alimentato a metano.

In finale, fatte le dovute valutazioni in merito alla fattibilità e all’ammortizzazione della spesa iniziale, un impianto geotermico in casa presenta quindi vantaggi, in termini di ecologia ed economia, che nessun altro tipo di impianto può vantare.

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