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Le migliori teglie da forno per la pizza

Mi piace molto cucinare e, di recente, ho deciso di cimentarmi con la preparazione della pizza. Quali sono le migliori teglie da forno per la pizza fatta in casa?

Che gli italiani amino la pizza non è solo uno stereotipo che, soprattutto all’estero, hanno di noi. La nostra passione per la pizza è, davvero, un’istituzione. Lo dimostra, infatti, anche l’ampia varietà, presente sul mercato, di accessori casalinghi per preparare la pizza in casa.

La scelta della teglia giusta, quindi, riveste un ruolo fondamentale, affinché la nostra pizza fatta in casa soddisfi il palato dei nostri ospiti.

Caratteristiche delle teglie per pizza

Le principali caratteristiche che si devono valutare, quando si vuole acquistare una teglia da forno per la pizza, sono essenzialmente 2:

  • lo spessore
  • il rivestimento.

Spessore

Minore è lo spessore della teglia, più croccante sarà la nostra pizza. Ciò, ovviamente, non deve andare a scapito della robustezza della teglia; un buon compromesso è rappresentato dai modelli di spessore intorno al millimetro.

Rivestimento

Il rivestimento della teglia, dal canto suo, non è dettaglio da poco: alcuni tipi di rivestimenti, infatti, sono poco efficienti ad alte temperature. Dal momento, invece, che la cottura della pizza richiede temperature piuttosto alte, è meglio orientarsi su materiali di rivestimento come alluminio, acciaio o silicone.

Le migliori teglie da forno per la pizza

Per dare un’idea di quali possano essere le opzioni di scelta, abbiamo selezionato quelle che, secondo noi, sono le 3 migliori teglie da forno per la pizza, in base alla loro robustezza e al rapporto qualità/prezzo.

1 – Levivo stampo per pizza

Realizzata in silicone, quindi antiaderente, resiste fino a 220° e può essere lavata anche in lavastoviglie. Le sue dimensioni sono 31,5×25,5cm.

2 – CHG 9776-46 teglia per pizza, set 2 teglie

Questa teglia con fondo forato permette di ottenere pizze croccanti in minor tempo, resiste fino a 250° ed ha un ottimo fondo antiaderente, che la rende anche più facile da pulire. Dimensioni: diametro 28cm.

3 – Guardini Pizza&Mania, set 4 teglie

Si tratta di un set di 4 stampi rotondi impilabili che consente, quindi, di cuocere fino a 4 pizze al piatto contemporaneamente. Realizzate con un doppio strato di rivestimento antiaderente, sono robuste e pratiche. Dimensioni: diametro 32cm.

Ed ora non ci resta che augurarvi buona pizza a tutti!

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Consigli e idee per arredare il giardino

Con l’avvicinarsi della bella stagione, vorrei rinnovare un po’ l’aspetto degli esterni della mia casa e mi piacerebbe ricevere consigli e idee per arredare il giardino.

La primavera è ormai alle porte e tutti sentiamo la necessità di riappropriarci degli spazi esterni della nostra abitazione. È quindi il momento di pensare ad arredare il giardino e dare sfogo alla fantasia, così da creare un ambiente accogliente, vivibile e confortevole.

Materiali degli arredi

La prima valutazione da fare, in merito agli arredi per il giardino, è quella di considerare che i vari elementi saranno esposti agli agenti atmosferici. Dobbiamo, quindi, prendere in considerazione dei materiali che, per la loro composizione, siano in grado di resistere bene a pioggia e sole. Vediamone alcuni:

  • il Rattan sintetico, o Polyrattan, è sicuramente il miglior compromesso per rapporto qualità prezzo: robusto ed economico, resiste bene all’esterno e non necessita di alcuna manutenzione;
  • il Taek è un legno duro e resistente, ormai molto diffuso nella produzione di arredi da giardino: elegante come solo il legno sa essere, si presta a innumerevoli personalizzazioni, ma dobbiamo valutare che, con il tempo, avrà bisogno di un po’ di manutenzione;
  • il ferro battuto, classico ed elegante, nonché resistente, sposa bene la sistemazione all’esterno; è necessario, però, ricordare che in genere non è troppo economico e che, se decideremo di riporre l’arredamento al chiuso, duranti i mesi invernali, il ferro battuto non è proprio leggerissimo da spostare.

Coperture

Che sia per restare all’ombra nelle giornate assolate, oppure per ripararci da una pioggerella passeggera, dovremo pensare di dotare il nostro giardino di una copertura. E non solo per la sua funzionalità: ombrelloni, tende o gazebo sono anche dei bellissimi complementi di arredo per il nostro giardino, nonché possono essere utili a delimitare una zona da un’altra, dando un maggior senso di ordine allo spazio.

Pavimentazione

Un altro elemento bello e utile, è rappresentato dalla pavimentazione. Pensiamo a delle pedane, su cui, ad esempio, poggiare il tavolo e le sedie, oppure a creare un piccolo sentiero con lastre o pietre.

Oltre a dare un ordine allo spazio, eviteremo di calpestare il prato e rovinarlo. Data la varietà di soluzioni presenti sul mercato, anche la pavimentazione contribuirà, poi, a conferire al giardino lo stile che abbiamo scelto, dal classico, allo zen, all’etnico.

Accessori

Se parliamo di consigli e idee per arredare il giardino, non possiamo trascurare gli accessori. Indipendentemente dagli arredi che avremo scelto, potremo sempre arricchire di fascino il giardino con i tessili; non sarà difficile reperire cuscini, ma anche tende e coperte per tutti i gusti e per tutte le tasche. Può mancare un barbecue in giardino? Assolutamente no! Se lo spazio lo consente, dotare il giardino di un barbecue è già sinonimo di feste con gli amici, senza considerare che, inoltre, non cucineremo in casa e, quindi, non sporcheremo. E poi sdraio, amache, candele… l’imperativo è creatività e personalizzazione, per uno spazio gradevole e confortevole.

Piante e fiori

Che giardino sarebbe senza piante e fiori? Dopo aver valutato le condizioni del giardino, quindi l’esposizione al sole, le zone ombreggiate, la possibilità di inserire un sistema di irrigazione, potremo scegliere le piante ed i fiori, con cui dare un tocco di colore al giardino. Anche in questo caso, spazio alla fantasia e al proprio gusto personale, affinché lo spazio esterno della nostra casa rispecchi il nostro stile e il nostro mood.

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Le 5 migliori caffettiere moka


Sto cercando la caffettiera moka giusta per me da acquistare.

Quale mi consigliate ?


Per un buon caffè espresso tradizionale bisogna avere una buona caffettiera Moka.

Va detto che, come per altri articoli casalinghi e non solo, anche in questo ambito la soggettività personale rimane un punto fermo che ogni fruitore ha. Quando si parla di caffè, ognuno ha un proprio gusto, un proprio stile e delle proprie necessità che soddisfa con la caffettiera che più la convince.

Detto questo, abbiamo creato una classifica per individuare le caffettiere moka che meglio si possono adattare ad ogni situazione, gusto e utilizzo.

I parametri che sono stati valutati per scegliere le nostre 5 migliori caffettiere Moka sono stati quelli della tradizione, dei materiali, dell’innovazione, del fattore qualità/prezzo, del design, della funzionalità e della particolarità.


1 – Bialetti Moka Express

Caffettiere Moka - Bialetti Moka Express

LA PRIMA, L’UNICA E L’ORIGINALE

La prima caffettiera moka, famosa in tutto il mondo, creata da Alfonso Bialetti nel 1933 e successivamente prodotta in più di 100 milioni di esemplari fino ad oggi. La caffettiera, per la sua importanza, è presente nella collezione permanente del Museo del Design della Triennale di Milano e del MoMA di New York.

Moka Express è realizzata in alluminio ed è caratterizzata dal raccoglitore, la caldaia ottagonale in alluminio e l’esclusiva valvola ispezionabile di facile pulizia.


2 – Alessi 9090

Caffettiere Moka - Alessi 9090

UN’ICONA DEL DESIGN

È la caffettiera dell’azienda Alessi più amata dal pubblico.  Realizzata in acciaio inossidabile 18/10 e con fondo in acciaio magnetico, la caffettiera Alessi 9090 è adatta anche ai fornelli ad induzione. 

È stata la prima caffettiera realizzata dalla Alessi e il loro primo prodotto premiato con il Compasso d’Oro, un famoso e ambito premio internazionale per il miglior design.

Come per la caffettiera Bialetti Moka Express, anche questa caffettiera è esposta al MoMA di New York e rappresenta l’eccellenza del design made in Italy

La caffettiera Alessi 9090 è originale non soltanto per la sua particolare forma tronco-conica, ma anche per alcune innovazioni funzionali, come la base allargata (per sfruttare tutto il calore), il beccuccio antigoccia e la chiusura a leva che consente di aprire la caffettiera con semplicità.


3 – Lagostina Samba

Caffettiere Moka - Lagostina Samba

QUALITÀ/PREZZO

Dalla forma classica della caffettiera moka, la Lagostina Samba è tra i modelli più venduti di Lagostina. La caffettiera Samba è consigliata per la sua robustezza, la sua lunga durata e il buon rapporto qualità-prezzo.

È realizzata in una lega di alluminio, con valvola di sicurezza nichelata per prevenire qualsiasi tipo di ossidazionee guarnizione in silicone per una lunga durata e una pulizia semplice.


4 – De’Longhi Alicia Plus

Caffettiere Moka -  De’Longhi Alicia Plus

LA CAFFETTIERA DEL NUOVO MILLENNIO

L’azienda De’Longhi, con la caffettiera Alicia, ha portato l’innovazione tecnologica del nuovo millennio nel mondo delle caffettiere, realizzando la prima caffettiera elettrica.

Formalmente riprende la struttura della classica caffettiera moka, ma si differenzia con un contenitore e un coperchio trasparenti per controllare la preparazione del caffè.

Oltre ad essere stata la prima caffettiera elettrica, Alicia ha lo spegnimento automatico quando il caffè è pronto, un timer programmabile 24 ore, la funzione che mantiene il caffè caldo per 30 minutie delle opzioni per scegliere il tipo di aroma e anche per preparare caffè d’orzo.


5 – Kamira

Caffettiera Kamira

LA PIÙ PARTICOLARE

La caffettiera Kamira è la nuova concezione della caffettiera moka.

Si contraddistingue per la sua struttura a fontana e le sue caratteristiche la rendono unica permettendo una distribuzione del caffè direttamente nelle tazzine, evitando sporco e sprechi.

Prodotta con lavorazioni artigianali, è realizzata interamente in acciaio inox e tutte le sue parti possono essere smontate, sostituite o rigenerate.

Funziona con fornelli classici ma anche con quelli ad induzione ed in vetroceramica.

La sua impugnatura curva è atermica e garantisce una presa stabile e sicura.

Ha una lunga durata nel tempo, visto che al suo interno non vi sono meccanismi, molle, valvole o guarnizioni.

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Caffettiera Moka e Caffettiera Napoletana: che differenza c’è?


Sono una giovane ragazza che per preparare il caffè ha sempre usato in casa la caffettiera Moka. Di recente, dopo un viaggio a Napoli, ho scoperto l’esistenza della caffettiera Napoletana.

Che differenza c’è tra le due tipologie di caffettiere?


Il caffè, in Italia, da semplice bevanda è diventato un simbolo della nostra quotidianità e della nostra cultura.

La passione per il caffè e per la sua degustazione ha permesso negli anni grandi innovazioni e sviluppi tecnologici per la creazione degli strumenti per prepararlo.

La caffettiera napoletana e la caffettiera moka, pur formalmente diverse, sfruttano entrambe l’induzione del calore per scaldare l’acqua al loro interno e preparare il caffè.

CAFFETTIERA NAPOLETANA

La tradizione partenopea del caffè

Questa caffettiera, conosciuta anche come “cuccumella”, ha le sue origini nel XIX secolo.

Ha una forma simmetrica in quanto il suo procedimento di preparazione del caffè consiste nel capovolgerla una volta che l’acqua è andata in ebollizione per permettere all’acqua stessa di passare attraverso una sezione contenente la polvere di caffè e far uscire la bevanda calda.

È ancora oggi usata e apprezzata soprattutto nella zona di Napoli, dove viene considerata la miglior caffettiera per il gusto e l’aroma che riesce a infondere al caffè.

CAFFETTIERA MOKA

La classica e intramontabile

La Caffettiera Moka è nata negli anni ’30 del novecento per merito di Alfonso Bialetti, fondatore dell’omonima azienda ancora oggi conosciuta per la produzione di caffettiere.

Nella Caffettiera Moka, l’acqua è posizionata nel recipiente inferiore (caldaia), che scaldandosi porta questa ad ebollizione e la fa salire su per un imbuto che al suo apice contiene la polvere di caffè, riversando la bevanda calda ottenuta in un successivo recipiente (bricco o raccoglitore) disposto in cima alla caffettiera.

Il successo e la maggior diffusione di questa tipologia di caffettiera, rispetto a quella napoletana, è dovuto alla semplicità del processo di preparazione del caffè.

Ad oggi la caffettiera moka è disponibile anche in versione elettrica, realizzata per semplificare ancor di più la preparazione del caffè grazie alla possibilità di pre-impostarla e di non dover usare fonti di gas o fuochi accesi che andrebbero controllati. 

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Nuovo Materasso. Quale acquistare?

Con mio marito siamo arrivati finalmente alla decisione di comprare un nuovo materasso. Ma  che differenza c’è fra i molti in commercio?

L’acquisto di un nuovo materasso è un’esperienza importante e difficile al tempo stesso.

Importante sia per i risvolti del nostro sonno e del nostro benessere, sia per l’impegno economico. Difficile perché nel mercato si sono diffusi tanti modelli di materassi, diversi per materiale e funzione.

Prima di capire qual è il materasso giusto da acquistare, è importante capire perché abbiamo preso la decisione di cambiare.

Tendenzialmente il materasso si acquista per due fattori: benessere o sostituzione.

Benessere

Se è il dottore o i dolori della vostra schiena a consigliarvi l’acquisto di un materasso, dovete seguire la via del confort. Molte malesseri come la cervicale, l’ernia iatale, le contrazioni muscolari della schiena e addirittura il post operatorio, possono essere aiutati dal dormire serenamente in uno più adatto.

Secondo la credenza popolare, il mal di schiena si cura dormendo su un letto duro, i meno giovani ricorderanno anche le tavole di legno rigide che venivano inserite sopra rete, per rendere le molle meno flessibili e aumentare l’effetto rigido del materasso. Studi recenti hanno dimostrato esattamente il contrario. Una superfice che si adatta al corpo, e quindi che aiuta a stendere tutta la superfice corporea, è la soluzione più adatta.

Sostituzione

Siete affezionati al vostro giaciglio a molle così tanto da non averlo cambiato per 20 anni?

O il vostro nuovo letto vi costringe a cercare un materasso con delle dimensioni personalizzate?

Ci sono molti fattori che influiscono nella scelta di questo cambiamento, di conseguenza, quando è ora di prendere una decisione, è fondamentale, quindi,  evitare di scegliere il primo disponibile o addirittura lo stesso modello che avevate. Sostituire un materasso che abbia 1 o 20 anni con lo stessa tipologia di modello significa scartare i modelli tecnologicamente più avanzati.

I tipi di materasso in commercio

Materasso in Lattice naturale 100%

In questo caso la composizione è formata da un’unica lastra di lattice naturale. Per quanto specificato 100%, in realtà la percentuale di lattice difficilmente sale oltre il 90%. Per legge i materassi per definirsi in “lattice 100%” devono essere composti da una lastra di almeno 10 cm di altezza che contenga almeno l’85% di lattice.

Materasso in Lattice 100%

In questo caso si parla di una lastra formata da schiuma di lattice sintetico. Rispetto a quello in lattice naturale, questo pesa di più ed è leggermente meno elastico.

Materasso in Memory Form

Di materassi in memory form ne esistono di molti tipi, ma spesso a cambiare è solo il loro nome; nome dovute a scelte aziendali dei produttori per distinguersi nel mercato.

Rispetto al lattice che si deforma in base al peso del corpo, il memory form si deforma grazie al calore del corpo.

Per acquistare un buon memory form è necessario valutare almeno tre fattori:

  • Densità: indica al peso della materia prima in base al metro cubo.
  • Grado di rigidità: per distinguere materassi più o meno morbidi, in base al tipo di schiumati.
  • Grado di resilienza: indica in quanto tempo il il memory torna allo stato originario.

Materasso a molle tradizionali

Chi è fedele al suo vecchio materasso tenderà ad acquistare la classica tipologia dell’ ortopedico a molle. Per rimanere sul tradizionale ma sfruttare anche le nuove tecnologie, sono stati creati anche materassi a strati che uniscono lo strato a molle a quelli del memory form.

Di sicuro questo tipo di prodotto ha il vantaggio di essere il più economico.

Materasso a molle insacchettate

Una versione moderna del classico a molle ma in questo caso ideato con piccoli strati di memory form accoppiati tra di loro.

Materasso a micromolle

Questo tipo  ha lo stesso principio del materasso a molle insacchettate. A differire nel micromolle è il numero di molle che si raddoppia rispetto al caso precendete.

 

In conclusione, per acquistare il materasso più adatto vi suggeriamo di seguire una sola regola di base: sdraiarsi e scegliere!

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Che cos’è e da cosa è caratterizzato lo “Stile Scandinavo”?


 

Ho deciso di ristrutturare la casa dei miei nonni e volevo puntare su di uno stile minimale. Sfogliando le riviste del settore e navigando in internet, ho scoperto lo “stile scandinavo” che mi sembra similare la mia idea di casa e arredamento. In che cosa consiste questo stile di design?

 

Con il termine di “stile scandinavo”, si intende uno stile di design che fonde funzionalità ed estetica e dove appunto la forma segue sempre la sua funzione finale.   Questo stile è quindi caratterizzato da undisegno semplice e funzionale, da linee pulite, dall’utilizzo del legno naturale, da colori tenui e dall’utilizzo di tessuti grezzi o naturali.

 

Il suo nome, deriva propriamente dai paesi scandinavi, dove è nato e si è sviluppato conquistando i gusti di milioni di persone in tutto il mondo. Originario di Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Islanda, è stato da subito caratterizzato per l’attenzione concentrata su l’utilizzo di materiali di provenienza localee da un design estremamente pratico. Il clima rigido di questi paesi, ha portato i suoi abitanti a creare un ambiente di vita il più confortevole possibile per sopperire alle condizioni ostili del territorio. Gli spazi interni “di vita”sono quindi molto caldi ed accoglienti, grazie all’utilizzo di determinati materiali e colorazioni. La scarsità di luce naturale per gran parte dell’anno, ha poi spinto l’utilizzo predominante del biancoper avere ambienti luminosi.

 

L’utilizzo del legno naturale è caratteristica fondamentale di questo stile, in quanto, le popolazioni scandinave sono famose per aver sempre avuto un grande legame e rispetto per la natura che le circonda.

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Che tipologia abitativa è il “Loft”?


Tra le descrizioni di tipologie abitative negli annunci immobiliari ho trovato il termine “Loft”. Che cosa significa?

 

Il termine inglese “Loft”, trae parte del suo nome dal norvegese Lopte dal tedesco Luft, che significano «aria».

Viene quindi indicato per rappresentare uno spazio arioso e luminoso, utilizzato negli ultimi decenni per la realizzazione di abitazioni o locali ottenuti tramite il recupero di una o più strutture industriali in disuso, in genere di ampie dimensioni e quasi completamente prive di pareti divisorie interne.

I primi esempi di realizzazione ed utilizzo di questa tipologia di spazi, sono stati quelli di alcune case-studio, ricavate da artisti nei vecchi magazzini situati nelle vicinanze di New York, a partire dagli anni Settanta del Novecento.

Per questa sua caratteristica di avere un’assenza quasi totale di pareti divisorie, il Loft è anche compatibile con la tipologia abitativa dell’ ”Open Space.

Ad oggi, la realizzazione di Loft e in crescita grazie a questa sua conformazione spaziale, in quanto rimanda ad un concetto di libertà e di recupero e riciclo di spazi altrimenti abbandonati a sé stessi.

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Cos’è e dove si trova la “zona living” in una casa?


Sto acquistando un appartamento e muovendomi tra immobiliari e negozi di arredamento, ho sentito spesso parlare di “zona living”.   Che parte della casa si intende con questo termine?

 

La zona Living, o nella sua accezione inglese originaria living room è meglio conosciuta nel nostro paese con il termine soggiorno.

Ma attenzione, perché se genericamente questa terminologia anglofona è in uso più per moda che per altro, nel mondo dei professionisti del settore design, progettazione e arredamento ha un suo importante significato.

La parola stessa living, deriva dal verbo inglese to live, che significa vivere, conoscere o fare esperienze.

Quindi, a differenza dal nostro soggiorno, che rappresenta letteralmente una situazione di passaggio, temporanea, con la parola living room si intende il luogo della casa in cui si “vive”, dove incontrare gli ospiti, conoscere persone, relazionarsi con la famiglia e con gli altri.

A livello progettuale, questa zona della casa dovrebbe rappresentare pienamente la personalità del proprietario, trasmessa all’ospite come se fosse un biglietto da visita.

Ogni persona è diversa e quindi ogni living dovrebbe essere diverso e personalizzato.

Può essere uno spazio unico che racchiude la zona pranzo, la zona dove conoscere e relazionarsi e la zona studio, oppure dividersi in varie macro aree distinte.

Sta tutto al progettista e soprattutto al proprietario della casa far trasparire e comunicare in modo corretto quello che si vuole trasmettere e che si vuole far vedere, come farlo, dove e come.

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Cosa si intende per spazio “open space”?


 

Cosa si intende per spazio “open space”?

 

Con il termine open space, riguardo ad un’accezione prettamente immobiliare, si intende una tipologia abitativa o lavorativa, costituita da un unico spazio aperto, senza muri divisori fissi, o meglio, con i soli muri di delimitazione del bagno e del perimetro esterno della casa.

Secondo questa conformazione dello spazio, gli interni dovrebbero poter essere suddivisi da strutture mobili, separé o scaffalature.

Questa concezione di spazio, è stata maggiormente usata negli scorsi decenni, nell’organizzazione di uffici e spazi commerciali, ma ad oggi viene scelta anche per la realizzazione di abitazioni, soprattutto se di piccole dimensioni, in quanto permette di recuperare spazio e luminosità.

Nella più classica delle conformazioni residenziali, un esempio di open space è quello del soggiorno con angolo cottura, dove per guadagnare mq utili vengono eliminate le pareti di divisione tra cucina/cucinino e soggiorno.

In questo caso tipo, ancora persistono le delimitazioni architettoniche delle murature che separano la zona giorno dalla zona notte, che come già detto andrebbero eliminate per creare una vera e propria abitazione open space.

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