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Impianto solare termodinamico, come funziona?

Vorrei dotare la mia casa di un sistema di riscaldamento eco-sostenibile e sarei interessato ad installare un impianto ad energia solare. Ho sentito parlare di un impianto solare termodinamico, come funziona?

In un’epoca in cui la nostra attenzione si rivolge spesso al surriscaldamento globale ed ai problemi ad esso connessi, pensare di installare, all’interno della propria casa, un impianto che sfrutti energie rinnovabili, è certamente una scelta apprezzabile.

Energie rinnovabili

Da molti anni, ormai, gli impianti che sfruttano l’energia solare, rinnovabile e gratuita, stanno conoscendo una grande diffusione. Questo perché, oltre ad essere una scelta sostenibile per l’ambiente, rappresentano spesso anche una forma di contenimento dei consumi e, quindi, di risparmio economico. In quest’ottica, un impianto solare termodinamico rappresenta davvero un’ottima scelta, poiché consente, per le sue stesse caratteristiche, di avere acqua calda in ogni condizione atmosferica.

Per capire meglio come ciò sia possibile, vediamo meglio da quali elementi è composto un impianto solare termodinamico e come funziona.

Funzionamento di un impianto solare termodinamico

L’impianto termodinamico deve il suo nome ad una legge della termodinamica, il cosiddetto ciclo di Carnot. Il pannello solare, alla base di questo sistema, contiene infatti un liquido frigorigeno che, a contatto con gli agenti atmosferici (quindi non solo energia solare, ma anche pioggia o vento) viene trasformato in gas. Questo gas è subito captato da un compressore, elettrico ma a basso a consumo, che lo comprime, aumentandone la pressione e, quindi, la temperatura. Il gas caldo raggiunge, dunque, il condensatore che, mediante una serpentina, trasferisce calore ad un accumulo di acqua. Ecco quindi la nostra acqua calda che, in genere, raggiunge i 55° ed è, infatti, pronta per essere utilizzata a scopi sanitari, nonché per riscaldare la nostra casa.

Riassumendo, gli elementi di cui si compone un impianto termodinamico sono:

  • il pannello
  • il liquido frigorigeno
  • il compressore
  • il condensatore

Vantaggi di un impianto termodinamico domestico

Come già accennato, un impianto termodinamico per uso domestico può funzionare in tutte le condizioni atmosferiche, nonché di notte. Questo è possibile poiché il fluido, contenuto nel pannello, si trova ad una temperatura intorno ai -10°; agendo per scambio di calore, riesce quindi ad attivare il principio termodinamico anche di notte e, ugualmente, in caso di pioggia. Anche l’azione del vento, sotto forma di energia cinetica, riesce ad attivare il principio del liquido e, di conseguenza, a farci avere acqua calda in casa.

Per quanto riguarda il riscaldamento, dal momento che si parla di una produzione di acqua calda intorno ai 55°, sarebbe bene dotare l’abitazione di pannelli radianti o ventilconvettori. Rispetto ai tradizionali termosifoni, infatti, questi sistemi risultano efficienti anche con basse temperature dell’acqua.

In termini di efficienza energetica, l’istallazione di un impianto termodinamico consente di migliorare le prestazioni della casa e, di conseguenza, da diritto a detrazioni fiscali, così come previsto dalla nuova Legge di Bilancio.

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Detrazioni per l’installazione di pannelli solari

Vorrei installare in casa un impianto solare e, per comprendere meglio il tipo di costo che dovrò sostenere, mi interessa sapere che tipo di incentivi potrei ricevere. Esistono delle detrazioni per l’installazione di pannelli solari?

A seguito della nuova Legge di Bilancio 2020, tutti gli incentivi previsti per il 2019 sono stati riconfermati. Per meglio comprendere a che tipo di detrazione si ha diritto e in quale ambito vanno considerati gli incentivi, dobbiamo però, innanzitutto, distinguere i pannelli solari termici dai pannelli solari fotovoltaici.

Pannelli solari termici

Destinati alla produzione di acqua calda per uso sanitario e per il riscaldamento, i pannelli solari termici rientrano nell’Ecobonus 2020, relativo al risparmio energetico e, pertanto, danno diritto a una detrazione IRPEF del 65%, entro una spesa massima di 60.000€, rimborsabile in 10 anni.

Pannelli solari fotovoltaici

I pannelli solari fotovoltaici, pur sfruttando come i pannelli termici l’energia solare, servono però alla produzione di energia elettrica. L’installazione di questo tipo di pannelli rientra nel Bonus Ristrutturazioni Edilizie 2020 e, di conseguenza, da diritto ad una detrazione IRPEF del 50%. A questo, la normativa aggiunge l’Iva al 10% (anziché al 22%).

Requisiti

Fatta questa doverosa distinzione, l’installazione di pannelli solari, sia per la produzione di energia che per quella di acqua calda, deve rispettare determinati requisiti, affinché dia diritto agli incentivi. Vediamoli insieme:

  • l’edificio deve essere esistente: l’installazione su nuove costruzioni, infatti, non da diritto a questo tipo di detrazioni;
  • il pagamento può avvenire solo a mezzo di bonifico parlante, dove si dovrà indicare la causale (con riferimento normativo Art. 16bis, DPR 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o la partiva Iva del beneficiario del pagamento, il numero e la data della fattura;
  • la conformità del prodotto alla normativa europea;
  • la garanzia di almeno 5 anni per i pannelli;
  • presentazione della pratica ad Enea, entro 90gg dalla data di fine lavori.

Beneficiari

Attraverso la dichiarazione dei redditi, tramite 730 o Modello Unico, posso beneficiare degli incentivi tutti i privati cittadini, sia che l’installazione dei pannelli solari avvenga in private abitazioni, sia per locali adibiti a scopi commerciali.

La detrazione si applica a tutti i costi sostenuti per l’efficientamento energetico o per la ristrutturazione edilizia, compresi quindi:

  • acquisto dei prodotti
  • installazione
  • certificazione (laddove ci si avvalga di un professionista).

In ogni caso, e indipendentemente dalle detrazioni per l’installazione di pannelli solari, sia che la scelta ricada su un impianto a pannelli termici, sia sul fotovoltaico, si tratterà comunque di una soluzione green, che permetterà alla nostra casa di utilizzare energia rinnovabile, in questo caso quella solare, e, di conseguenza pulita ed eco-sostenibile. Sarà, insomma, una scelta amica dell’ambiente.

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Il Certificato di Agibilità: che cos’è e a cosa serve?


Sto vendendo una casa ereditata dai mei genitori e l’agenzia immobiliare mi ha richiesto tra i vari documenti, il certificato di agibilità.   

Che cos’è e a cosa serve ?


Il certificato di agibilità, è un documento che garantisce le condizioni principali di vivibilità e di rispetto delle norme vigenti dell’edificio.

Come definito nel art. 24 comma 1 del testo unico edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380), il certificato di agibilità è un documento rilasciato dal Comune e attesta:

La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità.

Il certificato di agibilità va richiesto dal proprietario dell’immobile per:

1) Le nuove costruzioni

2) Le ricostruzioni o soprelevazioni, totali o parziali

3) Gli interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni già sopra citate al comma 1.

La richiesta per avere il certificato di agibilità va presentata allo Sportello Unico del Comune di pertinenza, entro 15 giorni dal termine dei lavori.

Questa domanda va corredata da una serie di documenti che possono variare da comune a comune, tra i quali: 

  • Il certificato di collaudo statico
  • Il certificato della regione che attesta la conformità delle opere eseguite nelle zone sismiche 
  • Dichiarazione di conformità delle opere realizzate in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche

Trascorsi 30 giorni la domanda si intende accolta per il silenzio assenso.

Nel caso in cui tale parere sia sostituito da un’autodichiarazione del richiedente, invece, il termine sale a 60 giorni.

Durante questo periodo, tuttavia, è possibile che il Comune effettui un sopralluogo per verificare la sussistenza dei requisiti dichiarati.


In caso di vendita

Nel caso di vendita di un immobile, il certificato di agibilità è tra i documenti che bisogna presentare al compratore, o che quest’ultimo è tenuto a richiedere.

Con immobili di nuova costruzione o di recente ristrutturazione, il certificato di agibilità potrebbe non essere disponibile. 

In questo caso si fornisce all’acquirente la prova dell’avvenuta istanza. 

L’assenza del certificato di agibilità in fase di vendita di un immobile, non annulla il contratto d’acquisto.

Tuttavia questa mancanza rappresenta un danno per l’acquirente, che ha diritto a chiedere un risarcimento. 


In caso di affitto

Nel caso di immobile in locazione, invece, l’assenza della certificazione di agibilità conferisce a colui che prende in affitto un immobile, la possibilità di annullare il contratto senza penali.

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Donazione Immobiliare: che cos’é e come si fà?

Sono un nonno che vuole donare un immobile a suo nipote, come posso fare?

La Donazione è il contratto con il quale, per spirito di liberalità, una persona arricchisce l’altra, disponendo a suo favore di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione.

Poiché una volta conclusa è di norma irrevocabile ad opera di una delle parti, per la donazione è essenziale la forma del contratto.

Questo deve essere concluso sotto il controllo del notaio per atto pubblico alla presenza di due testimoni. 

È opportuno quindi farsi consigliare dal notaio che potrà indicare le soluzioni giuridiche più adatte ad evitare futuri, dolorosi contenziosi familiari e rilevanti problemi di commerciabilità dei beni donati.

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Che cos’è il Credito D’Imposta?

Volevo acquistare una nuova casa e ho sentito parlare di un aiuto fiscale chiamato Credito D’Imposta che potrei sfruttare a mio favore. Che cos’è?

La legge concede un beneficio fiscale (il CREDITO DI IMPOSTA) a chi compra una ulteriore prima casa dopo aver comprato in passato “un’altra prima casa” a condizione però che quest’ultima (vecchia casa) sia alienata o entro l’anno precedente o entro l’anno successivo rispetto all’acquisto della nuova prima casa.

Quando si usa l’espressione “prima casa” si intende un immobile relativamente al quale si chiede di poter usufruire della agevolazione prima casa.

Il credito d’imposta è quindi un beneficio personale pari all’ammontare dell’imposta di registro o dell’Iva corrisposta in relazione al primo acquisto agevolato. In ogni caso, non può essere superiore all’imposta dovuta in relazione al secondo acquisto.

Può essere utilizzato nei seguenti modi:

  • in diminuzione dell’imposta di registro proporzionale dovuta in relazione al nuovo acquisto
  • se il secondo acquisto è soggetto ad Iva il credito d’imposta prima casa non può essere utilizzato per compensare l’Iva dovuta
  • per l’intero importo in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito
  • in diminuzione dell’IRPEF

Il credito d’imposta non dà luogo a rimborsi per espressa previsione normativa.

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COME OTTENERE IL CERTIFICATO DI AGIBILITÀ

 

Sto Vendendo la mia vecchia casa di campagna e il notaio scelto dagli acquirenti mi chiede di ottenere il Certificato di Agibilità. Cos’è e dove lo trovo?

Ottenere il certificato di agibilità è relativamente semplice.

Innanzi tutto, il certificato di agibilità è un documento che testimonia le  condizioni di agibilità della propria casa, in particolare attesta la salubrità, l’igiene e la sicurezza degli ambienti. Nel Certificato di Agibilità si valuta anche il risparmio energetico degli edifici e degli impianti installati.

Il certificato di agibilità è obbligatorio in questi casi:

  • per le nuove costruzioni;
  • per gli edifici che hanno subito importanti ristrutturazioni;
  • in caso di vendita dell’edificio.

Come e dove ottenere il Documento

Per ottenere il Certificato di Agibilità dobbiamo presentare la richiesta allo Sportello Unico del proprio Comune. La richiesta va fatta in caso di necessità o al massimo 15 giorni dopo aver terminato i lavori. Ogni comune può richiedere altri documenti, oltre quelli stabiliti dal Testo Unico, per il rilascio del certificato, quindi, è importante informarsi prima.

La domanda viene accolta per “silenzio assenso” dopo 30 giorni dalla sua presentazione, o 60 giorni se la domanda viene presentata con una autodichiarazione del richiedente.

Nonostante il silenzio assenso, il Comune può, comunque,  incaricare un professionista per fare un sopralluogo e controllare la realtà di quanto dichiarato.

Certificato di Agibilità per compravendite o contratti di affitto

In caso di vendita, come dicevamo, è importante presentare il Certificato di Agibilità.

Se il documento  non è disponibile, è fondamentale ricordare che il contratto di compravendita è valido, ma l’acquirente ha il diritto di chiedere un risarcimento.

In questo caso, quindi, è utile fornire all’acquirente la prova dell’avvenuta richiesta del certificato al comune competente.

Nel caso di immobile in locazione, invece, l’assenza del certificazione di agibilità da al locatario il diritto di annullare il contratto, senza penali.

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L’attestato APE: che cos’è e come si ottiene?

 

Sto cercando di vendere la mia casa e, tra i documenti che mi sono stati richiesti per la compravendita di casa, c’è APE.  Che cos’è e come si ottiene l’APE?

 

L’APE è l’attestato che certifica la prestazione energetica degli immobili.

L’Ape è obbligatoria in caso di compravendita di immobili dal 1° Luglio 2009, mentre per le locazioni dal 1° Luglio 2010.

Negli annunci immobiliari, inoltre, è obbligatorio inserire anche gli indici di prestazione energetica (da G ad A4). E’ normale, quindi, che il notaio o l’agenzia immobiliare chiedano questo tipo di attestato.

L’attestato APE è anche  tra i documenti necessari per ottenere il Certificato di Agibilità di un edificio. La sua validità è, nella maggior parte dei casi, di 10 anni.

Per Ottenere l’attestato APE è necessario rivolgersi al Certificatore Energetico, un vero e proprio  “soggetto accreditato” che  ha conoscenze specifiche in materia di efficienza energetica. A ricoprire questo ruolo è, solitamente, un tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti come l’architetto, l’ingegnere ed il geometra. Queste figure professionali hanno, comunque, importanti responsabilità civili e penali a loro carico.

Ad accreditare questi professionisti sono le Regioni. A loro spetta, infatti, la gestione della formazione e della supervisione. Circa la metà delle regioni italiane, tuttavia, ancora deve adottare delle normative proprie e quindi la legge vigente è quella nazionale (D.Lgs. 192/05).

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La classe energetica influisce sul prezzo di vendita?

Sono in cerca di un appartamento da acquistare e vorrei sapere, la sua classe energetica può influire sul prezzo finale di vendita?

 

Ad oggi, il costo di un immobile è certamente influenzato dalla sua classe energetica.

Per rendere quanto piú reale e  facilmente spiegabile  questa differenza di costi, si possono portare due esempi:


Esempio 1 – Bilocale

Un esempio di prezzo calcolato in base alla sua classe energetica potrebbe essere costituito da un bilocale di circa 65 metri quadri in  una zona semicentrale.

Il prezzo medio per classe energetica applicato in quattro grandi città italiane (Milano, Roma, Torino, Firenze) dimostra che , se di classe A costa rispetto alla classe C il 29,18% in più a Firenze, il 21,68% in più a Roma, il 18,21% in più a Milano e il 17,50% in più a Torino.

Per la stessa tipologia d’immobile, la variazione di prezzo tra una classe C e una classe G è del 14,75% a Torino, dell’11,80% a Milano, del 7,79% a Roma e del 4,45% a Firenze. 


Esempio 2 – Villetta

Un’altro esempio da poter prendere in considerazione potrebbe essere quello di una villetta in buone condizioni di 140 metri quadri, in zona residenziale.

Se di classe A costa in più rispetto alla classe C il 18,79% a Roma, il 18,39% a Milano, il 18,14% a Firenze, il 5,69% a Torino.

Per la stessa tipologia d’immobile, la variazione di prezzo tra una classe C e una G è del 18,99% a Milano, del 15,57% a Torino, dell’11,32% a Roma e del 9,24% a Firenze.

 

Questa oscillazione dei prezzi è quindi dovuta si alla zona dove si trova l’immobile, ma soprattutto al fatto che come già spiegato nell’articolo sul “significato di classe energetica”, ad un maggior valore corrisponde una più alta classe energetica indice di risparmio, efficientismo energetico e di maggior tutela e rispetto dell’ambiente.


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Cos’è la Classe Energetica di un’abitazione?

Consultando gli annunci di vendite immobiliari, ho notato che nella descrizione degli immobili è presente la classe energetica. Che cos’è la classe energetica e a cosa serve?

La classe energetica degli edifici entra a far parte della normativa italiana a partire dal 2005, in seguito al DL 192/05 e le modifiche del DM 162/15.

Quindi, cos’è la classe energetica?

La classe Energetica di un immobile è, brevemente,  una valutazione fatta da un tecnico specializzato.

Il tecnico, geometra o ingegnere, indica in un documento chiamato Certificazione Energetica, la classe di appartenenza dell’edificio valutato.

Le certificazioni energetiche sono indispensabili per classificare le prestazioni energetiche di case e appartamenti.

Queste distinzioni si basano, in primo luogo, su parametri funzionali e strutturali al fine di determinare il consumo elettrico.

La classificazione energetica serve, dunque, a stabilire quanto consuma un edificio.

Grazie alla Classe Energetica, quindi, riusciamo a valutare quale impatto abbia un edificio sull’ambiente.

I parametri valutati vanno dalle caratteristiche strutturali dell’edificio, agli infissi, al fabbisogno stimato.

Elenchiamo, in particolare, i principali fattori che influenzano l’assegnazione della classe energetica a un edificio:

  • Impianti di illuminazione
  • Impianti di condizionamento
  • Isolamento termico
  • Esposizione al sole
  • Fotovoltaico

La suddivisione in classi avviene sulla base delle lettere dell’alfabeto e i numeri.

Si parte dalla classe A4, fino alla G per un totale, quindi, di 10 classi. Questa scala di lettere  classifica i consumi in ordine crescente a partire dalla A4.

Ad ogni modo, l’ obbligo della certificazione energetica è solo per alcune categorie:

Il principale motivo dell’esistenza della Classe Energetica è quello di ridurre lo spreco di energia e di contenere i consumi. 

La Classe Energetica, di conseguenza, permette di avere un metro di riferimento unico, ovviamente in termini di consumi, per la scelta dell’abitazione.

Il tutto, nella speranza di spingere i consumatori e il mercato ad adottare  soluzioni alternative a basso impatto ambientale.

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