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Il Certificato di Agibilità: che cos’è e a cosa serve?


Sto vendendo una casa ereditata dai mei genitori e l’agenzia immobiliare mi ha richiesto tra i vari documenti, il certificato di agibilità.   

Che cos’è e a cosa serve ?


Il certificato di agibilità, è un documento che garantisce le condizioni principali di vivibilità e di rispetto delle norme vigenti dell’edificio.

Come definito nel art. 24 comma 1 del testo unico edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380), il certificato di agibilità è un documento rilasciato dal Comune e attesta:

La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità.

Il certificato di agibilità va richiesto dal proprietario dell’immobile per:

1) Le nuove costruzioni

2) Le ricostruzioni o soprelevazioni, totali o parziali

3) Gli interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni già sopra citate al comma 1.

La richiesta per avere il certificato di agibilità va presentata allo Sportello Unico del Comune di pertinenza, entro 15 giorni dal termine dei lavori.

Questa domanda va corredata da una serie di documenti che possono variare da comune a comune, tra i quali: 

  • Il certificato di collaudo statico
  • Il certificato della regione che attesta la conformità delle opere eseguite nelle zone sismiche 
  • Dichiarazione di conformità delle opere realizzate in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche

Trascorsi 30 giorni la domanda si intende accolta per il silenzio assenso.

Nel caso in cui tale parere sia sostituito da un’autodichiarazione del richiedente, invece, il termine sale a 60 giorni.

Durante questo periodo, tuttavia, è possibile che il Comune effettui un sopralluogo per verificare la sussistenza dei requisiti dichiarati.


In caso di vendita

Nel caso di vendita di un immobile, il certificato di agibilità è tra i documenti che bisogna presentare al compratore, o che quest’ultimo è tenuto a richiedere.

Con immobili di nuova costruzione o di recente ristrutturazione, il certificato di agibilità potrebbe non essere disponibile. 

In questo caso si fornisce all’acquirente la prova dell’avvenuta istanza. 

L’assenza del certificato di agibilità in fase di vendita di un immobile, non annulla il contratto d’acquisto.

Tuttavia questa mancanza rappresenta un danno per l’acquirente, che ha diritto a chiedere un risarcimento. 


In caso di affitto

Nel caso di immobile in locazione, invece, l’assenza della certificazione di agibilità conferisce a colui che prende in affitto un immobile, la possibilità di annullare il contratto senza penali.

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Che cos’è la Nuda Proprietà?


 

In una vetrina di un’agenzia immobiliare, ho visto in vendita una casa che mi potrebbe interessare, ma è descritta come nuda proprietà. Che cosa significa?

 

In questo mercato immobiliare in cui tutto cambia velocemente e in cui l’informazione sulle novità e sulle ultime norme la fa da padrone, è bene conoscere tutte le sfaccettature per un possibile affare anche a “lungo termine”. Ed è in questa fetta di mondo delle compravendite che si inserisce l’acquisto o la vendita con il metodo della Nuda Proprietà.

 

In termini prettamente tecnici si definisce nuda proprietà il valore dell’immobile decurtato dell’usufrutto.

 

In termini semplici significa, per esempio per chi vende, cedere la propria abitazione ad un valore minore dell’immobile, mantenendo però l’usufrutto a vita di questo. Chi acquista è quindi obbligato a lasciare l’immobile ad uso esclusivo dell’ex proprietario, che può continuare ad abitarci e ad utilizzarloavendo comunque l’obbligo di mantenere l’abitazione nelle medesime condizioni di quando è stato effettuato l’atto di compravendita.

 

Con questa formula di compravendita, chi acquista, spende sicuramente meno rispetto ad una soluzione classica, con la prospettiva di poter realizzare una plusvalenza o una sistemazione, ad esempio, per i propri figli.

 

Sta poi all’acquirente o al venditore valutare le proprie esigenze e motivazioni, muovendosi in maniera adeguata in base a queste.

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