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Riscaldamento autonomo o centralizzato?


Sono interessato ad acquistare un appartamento in un condominio e mi hanno informato che è alimentato da un impianto di riscaldamento centralizzato.

Che differenza c’è tra questo genere di riscaldamento e quello autonomo?


Nei periodi più freddi dell’anno, il riscaldamento di una casa o di un locale ha un’importanza fondamentale per una buona vivibilità, confort e sfruttamento degli spazi.

Il riscaldamento può essere di due tipi: autonomo o centralizzato.

RISCALDAMENTO AUTONOMO

Un impianto di riscaldamento si definisce autonomo quando ha tutti gli impianti per la produzione di calore collocati all’interno dell’immobile.

Il vantaggio principale del riscaldamento autonomo è la piena libertà per quanto riguarda l’accensione e lo spegnimento dell’impianto a seconda delle proprie esigenze. 

Il riscaldamento autonomo è presente in tutte le abitazioni indipendenti, semi-indipendenti e generalmente anche in tutti gli appartamenti o uffici di nuova realizzazione.

RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

Con il riscaldamento centralizzato la caldaia è comune a diversi immobili e il calore viene convogliato fino a questi tramite una serie di tubi che arrivano fino ai singoli radiatori.

I Pro dell’avere un impianto di riscaldamento centralizzato stanno nei costi delle bollette che di norma sono inferiori grazie ad una maggiore efficienza dell’impianto caldaia. 

Dal 1 Luglio 2017 il D.Lgs. 102/2014 ha obbligato, su tutti i termosifoni collegati ad un impianto centralizzato, l’installazione di valvole termostatiche.

Queste valvole hanno il compito di regolare l’afflusso di acqua calda ai caloriferi in funzione del livello fissato dall’utente.

Tutto questo, con lo scopo di permettere un risparmio energetico e soprattutto una riduzione dei costi per le famiglie. 

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Impianto di riscaldamento a pavimento o a radiatori?


In fase di ristrutturazione della mia casa, mi è stata proposta l’installazione del riscaldamento a pavimento. Qual è la soluzione di riscaldamento migliore? A pavimento o a radiatori?

La scelta del miglior impianto di riscaldamento,per la propria casa, è sempre un’importante scelta da fare in considerazione delle proprie esigenze.Vediamo insieme i pro e i contro dei due sistemi.

Il sistema di riscaldamento a pavimento, tecnicamente definito “a pannelli radianti”, consiste in una serie di tubazioni (nel caso di impianto ad acqua) o resistenze elettriche (nel caso di impianto elettrico), che vengono posizionate sotto la pavimentazione. I pannelli radianti consentono di diffondere calore dal basso verso l’alto riscaldando i locali dell’immobile in modo uniforme.

VANTAGGI

Il riscaldamento a pavimento consente un risparmio energetico ed economico fino al 20% rispetto ad un sistema di riscaldamento a radiatori, in quanto lavora e si sviluppa su di un’ampia superficie di scambio termico a bassa temperatura. Quindi richiede una minor quantità di combustibile al funzionamento della caldaia.

– Diffusione più uniforme del calore negli ambienti.

– Integrazione ottimale con impianti di energie rinnovabili (pannelli solari, geotermici, etc.) dato il suo funzionamento a basse temperature di mandata.

Un sistema di riscaldamento che consente di avere le pareti libere dai radiatori e che quindi permette l’inserimento di mobili, mensole e appoggi in tutto lo spazio, senza restrizioni.

– “confort percepito”, in quanto avere una pavimentazione uniformemente riscaldata trasmette sicuramente miglior benessere, rispetto ai “punti di calore” dati dai termosifoni disposti nelle varie zone della casa.

– “confort respiratorio”, in termini di qualità e salubrità dell’aria e soprattutto per le persone allergiche e asmatiche.

SVANTAGGI

– Maggior costo di realizzazione rispetto ad un impianto a radiatori.

– Maggiori tempistiche di riscaldamento degli spazi, in quanto funzionando a temperature più basse e su superfici più ampie, necessita di tempi maggiori.

– In caso di rottura bisogna rimuovere la pavimentazione, con conseguente aumento dei costi di riparazione e sistemazione.

Il sistema di riscaldamento a termosifoni o “a elementi radianti” è stato per anni l’impianto più scelto ed installato nelle abitazioni.

Il fulcro dell’impianto di riscaldamento è la caldaia, la quale ha la funzione di scaldare l’acqua da inviare ai termosifoni mediante delle “tubazioni di distribuzione” che si snodano all’interno delle pareti dell’edificio, arrivando in ogni stanza e collegandosi al termosifone. L’elemento radiante è dimensionato in base alle misure effettive dello spazio da riscaldare (più grande è l’ambiente e più grande sarà il termosifone).

Gli elementi radianti a differenza dall’impianto di riscaldamento a pavimento sono, ad oggi, realizzati in diverse forme e materiali, con i propri PRO e CONTRO.

Gli Elementi in Ghisa sono quelli “storici” che hanno caratterizzato per anni la vita quotidiana delle persone e ad oggi risultano ancora validi. A differenza da quelli in Alluminio o Acciaio, questa tipologia ha un peso nettamente maggiore e necessita a volte di appositi rinforzi di sostegno. La ghisa necessita di più tempo per raggiungere il grado di calore richiesto al riscaldamento dell’elemento, ma rispetto agli altri materiali tende a “raffreddarsi” più lentamente, trattenendo maggiormente il calore. Rispetto alle altre tipologie materiche di termosifoni, questi hanno un’ottima resistenza alla corrosione causata dalla alcalinità dell’acqua che circola internamente. 

Gli Elementi in Alluminio sono, ad oggi, quelli più usati e più economici in commercio, caratterizzati da una maggior leggerezza e un minor ingombro. Rispetto ai termosifoni in ghisa, si scaldano, diffondono il calore e si raffreddano con maggior velocità. Cedono più facilmente alla corrosione.

Gli Elementi in Acciaio, sono quelli più costosi in circolazione ed hanno caratteristiche intermedie tra gli elementi in alluminio e quelli in ghisa. Disponibili in varie forme, sono oggi molto utilizzati come verie propri pezzi di design (termo arredi) all’interno delle abitazioni o edifici in genere.

Sta quindi al proprietario dell’abitazione o dell’edificio questa fondamentale scelta, in quanto questa è soggettiva e può variare in base alle esigenze, gusti personali, confort e disponibilità economiche.

“Cerchi il risparmio energetico? Punta sul riscaldamento a pavimento

Vuoi spendere meno per l’installazione e la manutenzione? Scegli il riscaldamento a radiatori”

 

Queste e molte altre domande sono quelle da porsi prima di decidere sul da farsi.

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Impianti elettrici sfilabili o non sfilabili. Qual è la differenza?


 

Nelle descrizioni di vendite immobiliari ho notato che vengono citati gli impianti elettrici di un’abitazione come sfilabili o non sfilabili. Qual è la differenza?

 

Secondo le normative vigenti in materia di sicurezza degli impianti elettrici, attualmente regolati dalla norma CEI 64-8 e dalla variante V3 (variante che risale al 2011), qualsiasi abitazione per definirsi con impianti a norma, deve possedere tra le varie caratteristiche fondamentali, degli impianti sfilabili.

 

Con il termine di “sfilabile”si intende che le dimensioni interne dei tubi protettivi e dei relativi accessori dopo la messa in opera devono essere tali da permettere di infilare, sfilare e tirare agevolmente i cavi elettrici, in maniera che questi possano essere sostituiti o controllati nella maniera più sicura e agevole possibile.

 

Quindi, al contrario, un impianto elettrico “non sfilabile”è costituito da un insieme di cavi murati all’interno delle pareti, che costringono a lavori di demolizione dispendiosi sia da un punto di vista di tempo che di denaro per il cambio o la sistemazione.

In questa maniera, l’impianto, risulta non a normae da rifare per assicurarsi un sistema elettrico sicuro ed efficiente, al passo con i moderni standard europei e mondiali.

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