Archivio per Categoria Impianti

Detrazioni per gli impianti ad energia rinnovabile

So che esistono delle detrazioni per gli impianti ad energia rinnovabile; per la ristrutturazione della mia casa, infatti, vorrei installare degli impianti che sfruttino energie alternative, a che tipo di agevolazioni avrei diritto?

Le energie rinnovabili, oltre ad essere amiche dell’ambiente, sono ormai anche sinonimo di risparmio energetico nelle nostre case.

Cosa sono le energie rinnovabili

Come dice il loro stesso nome, le energie rinnovabili sono risorse che si rinnovano e che, pertanto, si possono considerare pressoché inesauribili. Il sole, il vento e il calore geotermico sono le fonti maggiormente utilizzate per la produzione di energia ad uso domestico; i moderni impianti, infatti, sono ormai in grado di sfruttare queste risorse e “convertirle” in notevole risparmio per le nostre tasche. Le energie rinnovabili, per uso domestico, sono utilizzate per la produzione di:

  • acqua calda
  • energia elettrica
  • aria calda e fredda.

Bonus

Il legislatore, affinché l’uso di queste energie sia incentivato, ha stabilito il diritto a dei bonus fiscali, per chi volesse dotare la propria abitazione di impianti alimentati dalle suddette fonti.

Per comprendere a quale tipo di bonus, e quindi di detrazioni, si abbia diritto, bisogna considerare il tipo di impianto che si vuole installare nella propria abitazione.

Detrazioni 65%

Qualora si vogliano installare dei pannelli solari termici, quindi per la produzione di acqua calda e riscaldamento, l’intervento rientra nell’EcoBonus 2020. Tale bonus da diritto a detrazioni IRPEF, pari al 65% della spesa sostenuta, e recuperabili in 10 anni. Stesso discorso per l’installazione di un impianto geotermico, o a pompa di calore. Ai fini del diritto all’EcoBonus, è necessario poi che venga inviata ad Enea la certificazione dell’impianto, entro 90 giorni dal fine lavori.

Detrazioni 50%

Per i pannelli fotovoltaici (quindi per la produzione di energia elettrica), invece, il legislatore fa riferimento al Bonus Ristrutturazioni Edilizie, che da diritto a detrazioni del 50% sulla spesa effettuata. In tale spesa poi va calcolata l’Iva al 10%, anziché al 22%.

Le agevolazioni fiscali, in tutti i casi, saranno calcolate sul costo totale sostenuto per l’acquisto, l’installazione e la certificazione dell’impianto. Qualora, infatti, ci si rivolga ad un professionista per la compilazione della certificazione A.P.E., anche tale spesa potrà essere detratta.

Requisiti

Hanno diritto alle detrazioni, tutti i contribuenti soggetti ad IRPEF; è quindi sufficiente risiedere e lavorare in Italia. Altro requisito fondamentale è che gli interventi dovranno essere effettuati su edifici esistenti; le agevolazioni non si applicano a nuove costruzioni. Il pagamento, poi, potrà essere effettuato solo tramite bonifico bancario parlante.

Per maggiori informazioni, in merito alle detrazioni per gli impianti ad energia rinnovabile, è possibile consultare la Legge di Bilancio 2020 in Gazzetta Ufficiale, il sito di Enea, per la produzione della documentazione necessaria, ed il sito dell’Agenzia delle Entrate.

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Utilizzare le lampade con i sensori di movimento

Per gli spazi esterni della mia casa, vorrei utilizzare le lampade con i sensori di movimento, in particolare per il vialetto, il giardino e l’ingresso. Come funzionano queste luci a sensori?

La domanda di lampade con i sensori di movimento è aumentata molto negli ultimi anni. Due esempi spiegano perfettamente il perchè.

Quante volte vi sarà capitato di tornare a casa, in pieno giorno, e scoprire che avete lasciato le luci esterne accese? Oppure, di notte, di dover cercare al buio le chiavi di casa o la toppa della porta?

Cosa sono le lampade con sensori di movimento

I sensori di movimento sono dei rilevatori che si attivano al passaggio e accendono, automaticamente, le luci connesse. Sono utilizzati anche negli interni di case e locali pubblici, ma la loro utilità è ben nota, soprattutto, per gli esterni.

Oltre ad evitare pericolosi inciampi al buio, consentono di tenere lontani eventuali malintenzionati che si avvicinino all’abitazione. Permettono, inoltre, un notevole risparmio energetico. Un sistema di illuminazione, dotato di sensori di movimento, infatti, è di solito anche temporizzato; così, le luci saranno accese solo per il tempo strettamente necessario.

Tipologie di sensori

I rilevatori adatti all’installazione per esterni possono essere suddivisi in 3 categorie:

I sensori a infrarossi passivi percepiscono le fonti di calore, attivando il sistema. Quelli ad alta frequenza funzionano per riflesso delle onde elettromagnetiche, mentre quelli con fotocamera si attivano al cambio dell’immagine ripresa.

Tutti questi tipi di sensori possono essere integrati già nelle lampade in commercio, oppure possono essere acquistati separatamente.

Regolazioni personalizzate

Affinché il sistema risulti efficiente, è necessario regolarlo su delle esigenze personalizzate. Gli elementi personalizzabili sono, quindi:

  • l’angolo di rilevamento:
  • la durata dell’illuminazione:

Il primo va regolato nella direzione in cui il sensore deve percepire il movimento. La durata, invece, va impostata affinché le luci rimangano accese per un determinato lasso di tempo dall’attivazione del sensore.

Tipi di lampade

Per quanto riguarda i tipi di lampade, la scelta è piuttosto varia. Per utilizzare le lampade con i sensori di movimento, in commercio sono disponibili, ad esempio, lampioni o lampioncini, applique da muro, plafoniere, fino alle lampade ad energia solare. Riguardo il tipo di lampadine, in genere, si tende a consigliare l’uso di Led da esterno.

Installare un’illuminazione dotata di sensori di movimento rappresenta, insomma, un discreto vantaggio. Sia in termini di sicurezza, sia di risparmio energetico è, di certo, un valore aggiunto per il comfort delle nostre case.

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Come scegliere il sistema di illuminazione per il giardino

Ho acquistato una casa con giardino e vorrei capire come illuminarlo, come scegliere il sistema di illuminazione per il giardino?

Quando si decide di allestire un giardino, è di certo importante considerare il sistema di illuminazione che, oltre a donare atmosfera al nostro spazio, ci consentirà anche di dare un’impronta di stile, nonché di tener conto del risparmio energetico.

Progettazione

Per quanto riguarda la progettazione del sistema di illuminazione del giardino, l’ideale sarebbe rivolgersi ad un professionista che si occupi di sistemi luci. La sua esperienza saprà suggerire come e dove sistemare l’illuminazione, nonché saprà indicarci un buon installatore.

Se, invece, si vuole provare a realizzarlo da soli, la prima cosa da fare è valutare gli spazi che il giardino offre, quindi le sue dimensioni ed il modo in cui è distribuito. Quello che sarà essenziale determinare è, quindi, quali sono gli spazi da illuminare e quante lampade servono per farlo.

Lampade

I tipi di lampade da giardino, presenti sul mercato, sono pressoché infinite, sia per alimentazione che per posizionamento. Si parla, infatti, di un sistema di illuminazione, poiché sarà necessariamente composto da più elementi, anche di diverso tipo. Per quanto riguarda pergole e gazebo, ad esempio, saranno necessarie delle lampade a soffitto per esterni, mentre delle lampade da muro ad incasso saranno più adatte per illuminare le scale. Stabiliti i punti luce fondamentali, si potranno poi valutare un’infinità di ulteriori, piccoli sistemi di illuminazione, così da dare un tocco più personale. Un’idea, ad esempio, sono i faretti segnapassi, con luci a led; perfetti per segnalare un piccolo sentiero, ma anche per delimitare uno spazio del giardino, come la zona piscina.

Esistono poi vari modelli dei classici lampioncini da giardino, nonché la possibilità di allestire, magari un piccolo angolo, con delle romantiche lanterne.

Temperatura della luce

In relazione a come avremo deciso di arredare il giardino, sarà necessario scegliere che tipo di atmosfera l’illuminazione dovrà imprimere all’ambiente. Delle lampade a luce calda doneranno al nostro spazio esterno un’atmosfera morbida ed accogliente; d’altro canto, un’illuminazione a luci fredde consentirà una migliore corrispondenza dei colori, sia dei fiori, sia dell’arredamento che abbiamo scelto per il giardino. L’importante è non mischiare luci calde e fredde, così da evitare che gli spazi siano illuminati in maniera non uniforme.

Risparmio energetico

Anche in materia di risparmio energetico, quando dovrete scegliere il sistema di illuminazione per il giardino, potrete optare per soluzioni che consentano di consumare meno e che siano quindi, eco-sostenibili. Un esempio sono le lampade a led, disponibili in tutte le forme e dimensioni; esistono, oppure, dei faretti ad energia solare, specifici per esterni, completamente a consumo zero.

Il giardino è, a tutti gli effetti, un ambiente della casa e, come tale, ne deve rispecchiare lo stile, nonché deve essere uno spazio vivibile e confortevole. Per poterne godere al meglio necessita, dunque, di un sistema di illuminazione efficiente e che doni la giusta atmosfera.

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Impianto solare termodinamico, come funziona?

Vorrei dotare la mia casa di un sistema di riscaldamento eco-sostenibile e sarei interessato ad installare un impianto ad energia solare. Ho sentito parlare di un impianto solare termodinamico, come funziona?

In un’epoca in cui la nostra attenzione si rivolge spesso al surriscaldamento globale ed ai problemi ad esso connessi, pensare di installare, all’interno della propria casa, un impianto che sfrutti energie rinnovabili, è certamente una scelta apprezzabile.

Energie rinnovabili

Da molti anni, ormai, gli impianti che sfruttano l’energia solare, rinnovabile e gratuita, stanno conoscendo una grande diffusione. Questo perché, oltre ad essere una scelta sostenibile per l’ambiente, rappresentano spesso anche una forma di contenimento dei consumi e, quindi, di risparmio economico. In quest’ottica, un impianto solare termodinamico rappresenta davvero un’ottima scelta, poiché consente, per le sue stesse caratteristiche, di avere acqua calda in ogni condizione atmosferica.

Per capire meglio come ciò sia possibile, vediamo meglio da quali elementi è composto un impianto solare termodinamico e come funziona.

Funzionamento di un impianto solare termodinamico

L’impianto termodinamico deve il suo nome ad una legge della termodinamica, il cosiddetto ciclo di Carnot. Il pannello solare, alla base di questo sistema, contiene infatti un liquido frigorigeno che, a contatto con gli agenti atmosferici (quindi non solo energia solare, ma anche pioggia o vento) viene trasformato in gas. Questo gas è subito captato da un compressore, elettrico ma a basso a consumo, che lo comprime, aumentandone la pressione e, quindi, la temperatura. Il gas caldo raggiunge, dunque, il condensatore che, mediante una serpentina, trasferisce calore ad un accumulo di acqua. Ecco quindi la nostra acqua calda che, in genere, raggiunge i 55° ed è, infatti, pronta per essere utilizzata a scopi sanitari, nonché per riscaldare la nostra casa.

Riassumendo, gli elementi di cui si compone un impianto termodinamico sono:

  • il pannello
  • il liquido frigorigeno
  • il compressore
  • il condensatore

Vantaggi di un impianto termodinamico domestico

Come già accennato, un impianto termodinamico per uso domestico può funzionare in tutte le condizioni atmosferiche, nonché di notte. Questo è possibile poiché il fluido, contenuto nel pannello, si trova ad una temperatura intorno ai -10°; agendo per scambio di calore, riesce quindi ad attivare il principio termodinamico anche di notte e, ugualmente, in caso di pioggia. Anche l’azione del vento, sotto forma di energia cinetica, riesce ad attivare il principio del liquido e, di conseguenza, a farci avere acqua calda in casa.

Per quanto riguarda il riscaldamento, dal momento che si parla di una produzione di acqua calda intorno ai 55°, sarebbe bene dotare l’abitazione di pannelli radianti o ventilconvettori. Rispetto ai tradizionali termosifoni, infatti, questi sistemi risultano efficienti anche con basse temperature dell’acqua.

In termini di efficienza energetica, l’istallazione di un impianto termodinamico consente di migliorare le prestazioni della casa e, di conseguenza, da diritto a detrazioni fiscali, così come previsto dalla nuova Legge di Bilancio.

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Detrazioni per l’installazione di pannelli solari

Vorrei installare in casa un impianto solare e, per comprendere meglio il tipo di costo che dovrò sostenere, mi interessa sapere che tipo di incentivi potrei ricevere. Esistono delle detrazioni per l’installazione di pannelli solari?

A seguito della nuova Legge di Bilancio 2020, tutti gli incentivi previsti per il 2019 sono stati riconfermati. Per meglio comprendere a che tipo di detrazione si ha diritto e in quale ambito vanno considerati gli incentivi, dobbiamo però, innanzitutto, distinguere i pannelli solari termici dai pannelli solari fotovoltaici.

Pannelli solari termici

Destinati alla produzione di acqua calda per uso sanitario e per il riscaldamento, i pannelli solari termici rientrano nell’Ecobonus 2020, relativo al risparmio energetico e, pertanto, danno diritto a una detrazione IRPEF del 65%, entro una spesa massima di 60.000€, rimborsabile in 10 anni.

Pannelli solari fotovoltaici

I pannelli solari fotovoltaici, pur sfruttando come i pannelli termici l’energia solare, servono però alla produzione di energia elettrica. L’installazione di questo tipo di pannelli rientra nel Bonus Ristrutturazioni Edilizie 2020 e, di conseguenza, da diritto ad una detrazione IRPEF del 50%. A questo, la normativa aggiunge l’Iva al 10% (anziché al 22%).

Requisiti

Fatta questa doverosa distinzione, l’installazione di pannelli solari, sia per la produzione di energia che per quella di acqua calda, deve rispettare determinati requisiti, affinché dia diritto agli incentivi. Vediamoli insieme:

  • l’edificio deve essere esistente: l’installazione su nuove costruzioni, infatti, non da diritto a questo tipo di detrazioni;
  • il pagamento può avvenire solo a mezzo di bonifico parlante, dove si dovrà indicare la causale (con riferimento normativo Art. 16bis, DPR 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o la partiva Iva del beneficiario del pagamento, il numero e la data della fattura;
  • la conformità del prodotto alla normativa europea;
  • la garanzia di almeno 5 anni per i pannelli;
  • presentazione della pratica ad Enea, entro 90gg dalla data di fine lavori.

Beneficiari

Attraverso la dichiarazione dei redditi, tramite 730 o Modello Unico, posso beneficiare degli incentivi tutti i privati cittadini, sia che l’installazione dei pannelli solari avvenga in private abitazioni, sia per locali adibiti a scopi commerciali.

La detrazione si applica a tutti i costi sostenuti per l’efficientamento energetico o per la ristrutturazione edilizia, compresi quindi:

  • acquisto dei prodotti
  • installazione
  • certificazione (laddove ci si avvalga di un professionista).

In ogni caso, e indipendentemente dalle detrazioni per l’installazione di pannelli solari, sia che la scelta ricada su un impianto a pannelli termici, sia sul fotovoltaico, si tratterà comunque di una soluzione green, che permetterà alla nostra casa di utilizzare energia rinnovabile, in questo caso quella solare, e, di conseguenza pulita ed eco-sostenibile. Sarà, insomma, una scelta amica dell’ambiente.

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Possibilità di installare un mini-ascensore

Il progettista della mia nuova casa mi dice che ci sarebbe la possibilità di installare un mini-ascensore; che cos’è e come funziona?

Un mini-ascensore è un piccolo elevatore per uso domestico, le cui dimensioni sono, appunto, ridotte al fine di far fronte a problemi di spazio in casa. Allo stesso tempo, consente di abbattere la barriera architettonica rappresentata dalle scale, nonché di aggiungere un maggiore comfort alla nostra abitazione.

La caratteristica fondamentale di un mini-ascensore è la velocità: questa, infatti, non deve superare i 0,15 metri al secondo, oltre i quali si tratterebbe di un ascensore tradizionale.

Tale specificazione è necessaria, poiché questi due tipi di elevatore sono, infatti, regolati da norme differenti in tema di sicurezza.

La possibilità di installare un mini-ascensore nella propria casa, soprattutto in fase di ristrutturazione o di realizzazione di un nuovo immobile, richiede certamente un ulteriore sforzo economico. Tuttavia, può rivelarsi una scelta di grande valore, ad esempio per facilitare l’accesso ad un soppalco o a un sottotetto, che normalmente sarebbe scomodo da raggiungere. Il suo valore, poi, aumenta esponenzialmente in presenza di persone anziane o con disabilità, ma anche se la famiglia aumenta e c’è da trasportare un passeggino da un piano all’altro (provate e farlo per le scale, almeno un paio di volte al giorno!).

I moderni mini-ascensori consentono ormai un’installazione non invasiva, non necessitano di grandi opere murarie e, spesso, neanche della fossa per il fine corsa.

Ovviamente, andranno poi considerati i vari modelli in commercio, caso per caso, ma ci sono alcune caratteristiche che accomunano questo tipo di elevatori; vediamole nel dettaglio.

L’impianto elettrico

Un mini-ascensore funziona con una normale fornitura domestica da 230V e può assorbire un massimo di 1,5KW; ciò significa, quindi, che non sarà necessario richiedere di aumentare la propria fornitura di corrente elettrica al distributore.

Personalizzazione

Le case produttrici sono ormai in grado di realizzare un mini-ascensore completamente su misura e consentono quindi di scegliere, tra una vasta gamma di personalizzazioni, quella che fa maggiormente al caso nostro.

Alcune opzioni posso essere:

  • dimensione della cabina, a partire da 65cm di larghezza
  • installazione interna o esterna all’abitazione, a seconda degli spazi a disposizione
  • equipaggiamento ed optional, dai display al collegamento telefonico, dalle luci ai colori fino ai pulsanti, retroilluminati e/o in braille.

Dal momento che parliamo di mini-ascensori di ultima generazione, non possiamo non menzionare che si tratti di macchine estremamente silenziose, nonché sicure sotto ogni punto di vista.

Va ricordato, inoltre, che installare un mini-ascensore può dare diritto a detrazioni fiscali in materia di ristrutturazioni, nonché ad agevolazioni in presenza di soggetti con disabilità.

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L’impianto geotermico nella nostra casa

Sto ristrutturando la mia casa e volevo capire se sia possibile dotarla di un impianto geotermico: come funziona e quanto costa?

L’Italia è da sempre all’avanguardia nello sfruttamento della geotermia (letteralmente “calore della terra”); sin dai primi del ‘900, infatti, nel nostro paese sono attive centrali geotermiche, che sfruttano quindi il naturale calore prodotto dal sottosuolo. Si tratta, in genere, delle cosiddette centrali ad alta e media entalpia, per la produzione di energia elettrica.

Per l’uso domestico, invece, dove la geotermia serve a fornire riscaldamento e acqua sanitaria, si parla di impianti a bassa entalpia (o a pompa di calore).

Come funziona un impianto geotermico domestico

L’impianto geotermico per istallazione casalinga si compone essenzialmente di 3 elementi:

  • le sonde
  • la pompa di calore
  • il serbatoio di accumulo dell’acqua.

La sonda

Le sonde geotermiche sono tubature in polietilene che, attraverso un piccolo foro nel terreno, raggiungono la profondità (variabile, a seconda della zona, tra i 50 e i 150 metri) in cui il sottosuolo si trova ad una temperatura tra i 12 ed i 18 gradi.

La sonda dunque prende il calore naturale del suolo e lo trasmette alla pompa di calore, per effetto dello scambio termico e attraverso dei fluidi detti “termovettori”.

La suddetta pompa, sfruttando l’accumulo di acqua, trasferisce poi il calore al sistema radiante interno della casa.

Un impianto di questo tipo consente al terreno di fungere da serbatoio termico e quindi di riscaldare, prendendo calore in inverno, e rinfrescare, cedendolo in estate.

Basterà quindi dotare l’impianto di pannelli radianti o ventilconvettori (anziché dei normali radiatori, che servirebbero solo in fase di riscaldamento) per avere in casa una temperatura gradevole tutto l’anno. Il tutto con un unico impianto, anziché con l’utilizzo sia della caldaia che dei condizionatori.

I vantaggi di un impianto geotermico in casa sono innumerevoli

Innanzitutto è sicuro e non richiede grande manutenzione. Non usa combustibili che possano arrecare danni di alcun tipo e gli elementi che lo compongono hanno una grande durabilità nel tempo.

La geotermia, inoltre, sfruttando il naturale calore del sottosuolo, è un’energia pulita e rinnovabile; ciò la rende quindi sia ecologica che economica, con un occhio sia all’ambiente che al portafogli.

I costi

Il costo iniziale per creare l’impianto è piuttosto variabile e dipende in larga parte dallo scavo per installare le sonde nel terreno, nonché dalla grandezza dell’edificio che andrà ad usufruire dell’impianto stesso. Potremmo dire, in maniera molto indicativa, che il costo per una centrale geotermica per uso domestico si aggira tra i 15 e i 20 mila euro, laddove una buona metà è rappresentata dallo scavo e installazione delle sonde.

Si tende, in genere, a consigliare l’installazione di un impianto geotermico soprattutto nelle nuove costruzioni, dal momento che queste rispetteranno già le stringenti norme di isolamento termico previste per legge. In assenza di un adeguato isolamento, infatti, la geotermia non sarebbe abbastanza efficiente da giustificare il costo, certamente medio-alto, dell’installazione.

Un impianto geotermico, inoltre, risulta molto economico, nel complesso, se paragonato ad un tradizionale impianto a gasolio. L’efficientamento energetico, invece, risulterà più scarso rispetto ad un impianto alimentato a metano.

In finale, fatte le dovute valutazioni in merito alla fattibilità e all’ammortizzazione della spesa iniziale, un impianto geotermico in casa presenta quindi vantaggi, in termini di ecologia ed economia, che nessun altro tipo di impianto può vantare.

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Riscaldamento autonomo o centralizzato?


Sono interessato ad acquistare un appartamento in un condominio e mi hanno informato che è alimentato da un impianto di riscaldamento centralizzato.

Che differenza c’è tra questo genere di riscaldamento e quello autonomo?


Nei periodi più freddi dell’anno, il riscaldamento di una casa o di un locale ha un’importanza fondamentale per una buona vivibilità, confort e sfruttamento degli spazi.

Il riscaldamento può essere di due tipi: autonomo o centralizzato.

RISCALDAMENTO AUTONOMO

Un impianto di riscaldamento si definisce autonomo quando ha tutti gli impianti per la produzione di calore collocati all’interno dell’immobile.

Il vantaggio principale del riscaldamento autonomo è la piena libertà per quanto riguarda l’accensione e lo spegnimento dell’impianto a seconda delle proprie esigenze. 

Il riscaldamento autonomo è presente in tutte le abitazioni indipendenti, semi-indipendenti e generalmente anche in tutti gli appartamenti o uffici di nuova realizzazione.

RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

Con il riscaldamento centralizzato la caldaia è comune a diversi immobili e il calore viene convogliato fino a questi tramite una serie di tubi che arrivano fino ai singoli radiatori.

I Pro dell’avere un impianto di riscaldamento centralizzato stanno nei costi delle bollette che di norma sono inferiori grazie ad una maggiore efficienza dell’impianto caldaia. 

Dal 1 Luglio 2017 il D.Lgs. 102/2014 ha obbligato, su tutti i termosifoni collegati ad un impianto centralizzato, l’installazione di valvole termostatiche.

Queste valvole hanno il compito di regolare l’afflusso di acqua calda ai caloriferi in funzione del livello fissato dall’utente.

Tutto questo, con lo scopo di permettere un risparmio energetico e soprattutto una riduzione dei costi per le famiglie. 

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Impianto di riscaldamento a pavimento o a radiatori?


In fase di ristrutturazione della mia casa, mi è stata proposta l’installazione del riscaldamento a pavimento. Qual è la soluzione di riscaldamento migliore? A pavimento o a radiatori?

La scelta del miglior impianto di riscaldamento,per la propria casa, è sempre un’importante scelta da fare in considerazione delle proprie esigenze.Vediamo insieme i pro e i contro dei due sistemi.

Il sistema di riscaldamento a pavimento, tecnicamente definito “a pannelli radianti”, consiste in una serie di tubazioni (nel caso di impianto ad acqua) o resistenze elettriche (nel caso di impianto elettrico), che vengono posizionate sotto la pavimentazione. I pannelli radianti consentono di diffondere calore dal basso verso l’alto riscaldando i locali dell’immobile in modo uniforme.

VANTAGGI

Il riscaldamento a pavimento consente un risparmio energetico ed economico fino al 20% rispetto ad un sistema di riscaldamento a radiatori, in quanto lavora e si sviluppa su di un’ampia superficie di scambio termico a bassa temperatura. Quindi richiede una minor quantità di combustibile al funzionamento della caldaia.

– Diffusione più uniforme del calore negli ambienti.

– Integrazione ottimale con impianti di energie rinnovabili (pannelli solari, geotermici, etc.) dato il suo funzionamento a basse temperature di mandata.

Un sistema di riscaldamento che consente di avere le pareti libere dai radiatori e che quindi permette l’inserimento di mobili, mensole e appoggi in tutto lo spazio, senza restrizioni.

– “confort percepito”, in quanto avere una pavimentazione uniformemente riscaldata trasmette sicuramente miglior benessere, rispetto ai “punti di calore” dati dai termosifoni disposti nelle varie zone della casa.

– “confort respiratorio”, in termini di qualità e salubrità dell’aria e soprattutto per le persone allergiche e asmatiche.

SVANTAGGI

– Maggior costo di realizzazione rispetto ad un impianto a radiatori.

– Maggiori tempistiche di riscaldamento degli spazi, in quanto funzionando a temperature più basse e su superfici più ampie, necessita di tempi maggiori.

– In caso di rottura bisogna rimuovere la pavimentazione, con conseguente aumento dei costi di riparazione e sistemazione.

Il sistema di riscaldamento a termosifoni o “a elementi radianti” è stato per anni l’impianto più scelto ed installato nelle abitazioni.

Il fulcro dell’impianto di riscaldamento è la caldaia, la quale ha la funzione di scaldare l’acqua da inviare ai termosifoni mediante delle “tubazioni di distribuzione” che si snodano all’interno delle pareti dell’edificio, arrivando in ogni stanza e collegandosi al termosifone. L’elemento radiante è dimensionato in base alle misure effettive dello spazio da riscaldare (più grande è l’ambiente e più grande sarà il termosifone).

Gli elementi radianti a differenza dall’impianto di riscaldamento a pavimento sono, ad oggi, realizzati in diverse forme e materiali, con i propri PRO e CONTRO.

Gli Elementi in Ghisa sono quelli “storici” che hanno caratterizzato per anni la vita quotidiana delle persone e ad oggi risultano ancora validi. A differenza da quelli in Alluminio o Acciaio, questa tipologia ha un peso nettamente maggiore e necessita a volte di appositi rinforzi di sostegno. La ghisa necessita di più tempo per raggiungere il grado di calore richiesto al riscaldamento dell’elemento, ma rispetto agli altri materiali tende a “raffreddarsi” più lentamente, trattenendo maggiormente il calore. Rispetto alle altre tipologie materiche di termosifoni, questi hanno un’ottima resistenza alla corrosione causata dalla alcalinità dell’acqua che circola internamente. 

Gli Elementi in Alluminio sono, ad oggi, quelli più usati e più economici in commercio, caratterizzati da una maggior leggerezza e un minor ingombro. Rispetto ai termosifoni in ghisa, si scaldano, diffondono il calore e si raffreddano con maggior velocità. Cedono più facilmente alla corrosione.

Gli Elementi in Acciaio, sono quelli più costosi in circolazione ed hanno caratteristiche intermedie tra gli elementi in alluminio e quelli in ghisa. Disponibili in varie forme, sono oggi molto utilizzati come verie propri pezzi di design (termo arredi) all’interno delle abitazioni o edifici in genere.

Sta quindi al proprietario dell’abitazione o dell’edificio questa fondamentale scelta, in quanto questa è soggettiva e può variare in base alle esigenze, gusti personali, confort e disponibilità economiche.

“Cerchi il risparmio energetico? Punta sul riscaldamento a pavimento

Vuoi spendere meno per l’installazione e la manutenzione? Scegli il riscaldamento a radiatori”

 

Queste e molte altre domande sono quelle da porsi prima di decidere sul da farsi.

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Impianti elettrici sfilabili o non sfilabili. Qual è la differenza?


 

Nelle descrizioni di vendite immobiliari ho notato che vengono citati gli impianti elettrici di un’abitazione come sfilabili o non sfilabili. Qual è la differenza?

 

Secondo le normative vigenti in materia di sicurezza degli impianti elettrici, attualmente regolati dalla norma CEI 64-8 e dalla variante V3 (variante che risale al 2011), qualsiasi abitazione per definirsi con impianti a norma, deve possedere tra le varie caratteristiche fondamentali, degli impianti sfilabili.

 

Con il termine di “sfilabile”si intende che le dimensioni interne dei tubi protettivi e dei relativi accessori dopo la messa in opera devono essere tali da permettere di infilare, sfilare e tirare agevolmente i cavi elettrici, in maniera che questi possano essere sostituiti o controllati nella maniera più sicura e agevole possibile.

 

Quindi, al contrario, un impianto elettrico “non sfilabile”è costituito da un insieme di cavi murati all’interno delle pareti, che costringono a lavori di demolizione dispendiosi sia da un punto di vista di tempo che di denaro per il cambio o la sistemazione.

In questa maniera, l’impianto, risulta non a normae da rifare per assicurarsi un sistema elettrico sicuro ed efficiente, al passo con i moderni standard europei e mondiali.

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