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Quanto si risparmia con una stufa a pellet

Vorrei installare una stufa a pellet e mi interessa capirne i consumi: quanto si risparmia con una stufa a pellet?

Il costo da sostenere, per riscaldare la nostra abitazione, a volte può diventare particolarmente salato e, di conseguenza, incidere nel bilancio famigliare. Eppure, risparmiare si può, ad esempio dotando la casa di una stufa a pellet. Questa può essere utilizzata, infatti, per integrare l’impianto di riscaldamento esistente, oppure sostituirlo in toto.

Costo del pellet

Il combustibile per questo tipo di stufe, il pellet appunto, è un ricavato degli scarti di lavorazione del legno. Il suo costo, al netto delle oscillazioni stagionali, si attesta in media tra i 5 e i 10 euro per un sacco da 15 kg. L’acquisto di quantità maggiori, comporta un maggiore risparmio ma, in questo caso, sarà necessario valutare la possibilità di stoccare il combustibile in un luogo adatto (fresco e asciutto).

Risparmiare con una stufa a pellet

Quantificare il risparmio che è possibile ottenere con una stufa a pellet, non è semplicissimo. Bisognerà innanzitutto valutare se, con la stufa, si vuole integrare oppure sostituire l’impianto esistente. Possiamo, tuttavia, comparare il costo per l’acquisto del pellet con quello di altri combustibili; il GPL, ad esempio, ha un costo di circa 239€ per MWh. A parità di produzione di energia, invece, il prezzo del pellet si aggira intorno ai 72 euro.

Nella tabella seguente è possibile confrontare i prezzi dei vari combustibili.

Qualità del pellet

Per comprendere quanto si risparmia con una stufa a pellet, è necessario valutare anche la qualità del combustibile. Il costo del pellet in commercio può oscillare, come accennato, tra i 5 e i 10 euro per un sacco standard da 15kg. Il perché di questa ampia forbice è spiegato dalla qualità del combustibile acquistato. Il miglior pellet, certificato A1, possiede infatti un alto potere calorifero e un basso valore di residuo delle ceneri; compensa, quindi, il suo costo con una maggiore efficienza.

Il consiglio, quindi, è scegliere un prodotto di qualità, certificato e garantito, affinché con una contenuta quantità di combustibile si possa riscaldare, in maniera efficiente, la propria abitazione. L’acquisto di un prodotto certificato, inoltre, mette al riparo da eventuali sostanze pericolose, che potrebbero essere contenute in pellet di dubbia provenienza.

Differenze tra stufe a pellet canalizzate o ad aria

Vorrei far installare nella mia casa una stufa a pellet e vorrei capire: quali sono le differenze tra stufe a pellet canalizzate o ad aria?

Decidere di installare una stufa a pellet nella propria abitazione è, certamente, una scelta che consente di risparmiare sui costi del riscaldamento; si tratta, inoltre, di una soluzione pratica ed efficiente che non possiamo non consigliare. Data la larga diffusione delle stufe a pellet sul mercato può, tuttavia, diventare difficile orientarsi nella scelta della giusta stufa per la nostra casa. Vediamo, quindi, quali sono le differenze tra stufe a pellet canalizzate o a aria.

Stufe a pellet ad aria

Ideali per riscaldare un unico ambiente, le stufe a pellet ad aria sono perfette per integrare l’impianto di riscaldamento esistente. Aiutano, quindi, a raggiungere la temperatura desiderata, in breve tempo, nella stanza. Dal momento che questo tipo di stufe sfruttano i moti convettivi naturali, hanno il vantaggio di essere più pulite e sollevare meno polveri.

Stufe a pellet canalizzate

Le stufe a pellet canalizzate sono ideali per riscaldare più ambienti, anche distanti tra loro. Ciò è possibile tramite una semplice integrazione con il sistema di riscaldamento esistente. I modelli a ventilazione forzata distribuiscono l’aria calda nelle stanze, mediante tubi a parete. I modelli ad acqua, invece, consentono di scaldare direttamente i radiatori o l’impianto a pavimento.

Differenze

Possiamo, quindi, affermare che la differenza sostanziale è rappresentata dall’uso domestico che si farà della stufa a pellet. Se pensiamo, infatti, di scaldare tutta la casa con la stufa a pellet, la scelta dovrà ricadere su un modello canalizzato. Ciò comporta l’acquisto di una stufa potente, che sia in grado di fornire calore a più stanze contemporaneamente. Serviranno, inoltre, degli interventi sull’impianto esistente. Per riassumere, quindi, quali sono le differenze tra stufe a pellet canalizzate o ad aria, possiamo sintetizzare così:

  • la stufa ad aria aiuta l’impianto di riscaldamento esistente a produrre una maggiore quantità di calore, in una stanza specifica;
  • la stufa canalizzata si integra nell’impianto esistente, sostituendo la funzione svolta dalle comuni caldaie, per scaldare l’acqua che finisce nei radiatori o nel riscaldamento a pavimento.

Come si effettua la manutenzione della stufa a pellet

Vorrei installare una stufa a pellet nella mia casa, per potenziare il riscaldamento di un’abitazione dotata solo dei classici radiatori. Come si effettua la manutenzione della stufa a pellet?

La comodità di avere in casa una stufa a pellet è un argomento che abbiamo già trattato. Tuttavia, è bene ricordare che questo genere di stufe necessita di manutenzione, ordinaria e straordinaria. Distingueremo, quindi, la pulizia della stufa a pellet, dalla manutenzione obbligatoria per legge.

Manutenzione obbligatoria della stufa a pellet

Per comprendere come si effettua la manutenzione della stufa a pellet, partiamo dalla legge: il D.P.R. 74/13, infatti, sancisce l’obbligatorietà della revisione annuale. La revisione, effettuata da un tecnico specializzato, andrà inserita nel libretto di impianto della stufa a pellet; il tecnico dovrà, infatti, rilasciare un rapporto di controllo e manutenzione. Il costo di questo controllo si aggira intorno agli 80 euro. Qualora sia necessario un intervento più approfondito, nonché un controllo della canna fumaria, il costo sarà ovviamente più elevato; tuttavia, l’efficienza della stufa ne uscirà certamente migliorata.

Pulizia della stufa a pellet

La stufa a pellet, come un tradizionale camino a legna, necessita di essere pulita ogni qual volta la si adopera. Per intenderci, le ceneri prodotte dalla combustione del pellet, vanno rimosse dopo ogni accensione. Oltre ad un maggiore igiene per la casa, ciò si traduce anche in una maggiore efficienza della stufa stessa. Una raccomandazione importante: ogni intervento di pulizia deve essere effettuato quando la stufa è spenta, fredda e scollegata dall’alimentazione a corrente.

Cassetto delle ceneri

L’apposito cassetto di raccolta delle ceneri, presente in quasi tutti i modelli di stufe a pellet, andrebbe vuotato, preferibilmente, dopo ogni utilizzo o, al massimo, ogni 2 giorni. Se vi siete dotati di uno specifico aspiracenere, tanto meglio.

Pulizia del vetro

Mantenere pulito il vetro della stufa a pellet, non solo consente di guardare la fiamma ardere, ma anche di rimuovere la fuliggine che, depositandosi, potrebbe compromettere le guarnizioni e far entrare più aria, aumentando i consumi.

Pulizia di parti in metallo e ceramica

La pulizia del corpo in metallo, nonché delle piastre in ceramica, della stufa a pellet andrà effettuata secondo necessità; ciò significa che non esiste un intervallo predefinito tra una pulizia e l’altra, ma che andrà valutato, di volta in volta, quando sia necessario intervenire. Si tratta di pulizie piuttosto semplici; un panno umido sarà più che sufficiente.

Smaltimento ceneri

Le ceneri prodotte dalla stufa a pellet, potranno essere smaltite nei rifiuti organici. Se invece volete riutilizzarle, sappiate che sono un ottimo fertilizzante, nonché un perfetto lucidante per l’argenteria e che è possibile usarle, al posto del sale, per sciogliere la neve o il ghiaccio.

Quali sono le migliori stufe a pellet

Sul mercato c’è una vasta gamma di stufe a pellet, come posso sceglierne una? Quali sono le migliori stufe a pellett?

Calde, efficienti ed economiche, le stufe a pellet conoscono, ormai da qualche anno, una grande diffusione per il riscaldamento domestico. Ciò comporta un’ampia gamma di scelta, all’interno della quale, tuttavia, può diventare difficile orientarsi. Per capire, quindi, quali sono le migliori stufe a pellet , vediamo di capire prima come funzionano.

Stufa a pellet

Il pellet è un combustibile di origine naturale, ricavato dagli scarti di produzione del legno, la cosiddetta segatura, opportunamente essiccata e, successivamente, addensata in piccoli cilindri. Le stufe a pellet, pertanto, pur bruciando un derivato del legno, sono più pratiche delle comuni stufe a legna; sono, inoltre, più efficienti anche delle stufe elettriche e, certamente, più sicure di quelle a gas. Dobbiamo, però, sottolineare un particolare: pur essendo molto economiche nel consumo (un sacco di pellet da 15kg costa, circa, 5 euro), le stufe a pellet hanno un costo iniziale dai 600 euro in su. Si ripagano velocemente, con il risparmio energetico, ma è bene tenere in conto che l’esborso iniziale non sarà banale.

Potenza

Per essere sicuri che la stufa a pellet che stiamo acquistando sia quella giusta, si deve innanzitutto valutare le dimensioni dell’ambiente che questa dovrà riscaldare. La potenza della stufa, indicata in kW, ci indica infatti quanti metri cubi riesce a scaldare: ad esempio, per scaldare un ambiente di 300 metri cubi, sarà necessaria una stufa da almeno 12kW.

I migliori modelli di stufe a pellet

Vediamo, quindi, le 3 stufe a pellet che, secondo la nostra redazione, sono risultate i migliori modelli in commercio, per rapporto qualità/prezzo, nonché per efficienza.

1) Stufa a Pellet Zibro FIORINA 74

Questa stufa da 8kW può scaldare ambienti fino a 200 metri cubi, è dotata di sensori di sicurezza, telecomando ed è programmabile. Autonomia fino a 20 ore, uscita dei fumi sul retro. Costo: 650 euro circa.

2) Punto Fuoco Minni

Stufa a pellet di dimensioni ridotte, questo modello da 6kW è adatto per ambienti fino a circa 100 metri cubi. Programmabile e dotata di telecomando, è rivestita con pannelli in acciaio, disponibili anche di colore rosso. Costo: 600 euro circa.

3) Evacalor Rita

A dispetto delle sue dimensioni contenute, questa stufa a pellet da 9kW è in grado di scaldare ambienti fino a 200 metri cubi. Dal design sobrio e dotata di timer, ha un’autonomia massima di circa 25 ore. Costo: 850 euro circa.

Un ultimo consiglio: per la scelta della stufa a pellet fate pure da soli, mentre per l’installazione suggeriamo di rivolgersi ad un buon professionista.

Cos’è il grado di protezione delle lampade

Devo acquistare delle nuove lampade per il giardino e vorrei sapere: cos’è il grado di protezione delle lampade?

Quello che viene comunemente indicato sulle lampade da esterno, con la sigla IP (International Protection), è il grado di protezione dagli agenti atmosferici. Le lampade per esterni, infatti, sono soggette all’azione di sole, pioggia, vento, nonché della polvere; sono, inoltre, maggiormente esposte agli urti accidentali. Il grado di protezione delle lampade, quindi, ci offre un’utile indicazione nell’acquisto dell’illuminazione per esterni che meglio si commisura alle nostre esigenze.

Importanza del grado di protezione

Per esemplificare cos’è il grado di protezione delle lampade, pensiamo all’illuminazione di una fontana: gli elementi che compongono il sistema dovranno garantire resistenza agli agenti corrosivi, onde evitare pericolosi inconvenienti all’impianto elettrico. Anche nella scelta delle lampade per interni, il grado IP ha la sua rilevanza; l’illuminazione del bagno, ad esempio, dovrà tenere conto dell’umidità dell’ambiente.

Diversi gradi di protezione delle lampade

Le moderne lampade da esterni possono essere suddivise in 8 diversi gradi di protezione dagli agenti esterni. Il livello 0 indica le lampade totalmente prive di protezione, mentre il livello 8 garantisce protezione totale, fino alla totale immersione in acqua della lampada, anche ad alta pressione. I gradi intermedi indicano efficaci livelli di impermeabilità, solo però se il getto colpisce la lampada con bassa intensità, o con un angolo inferiore di 60°.

La seguente tabella illustra efficacemente quanto esposto sopra.

Normativa

Per i riferimenti normativi, il grado di protezione delle lampada, IP, è stabilito dalla Commissione Internazionale di Elettrotecnica (IEC), ed è regolato dalla norma CEI EN 60529/1997.

Una casa più sicura e protetta, quindi, passa anche per la scelta della giusta lampada e, vale la pena ricordarlo, ogni ambiente necessita di soluzioni specifiche, che si adattino alle sue caratteristiche.

Progettare un sistema di illuminazione economico

Devo sostituire l’impianto di illuminazione del mio appartamento e vorrei trovare delle soluzioni efficienti: come posso progettare un sistema di illuminazione economico?

Quando si decide di rivedere l’impianto d’illuminazione della propria casa, ci sono molte soluzioni all’insegna del risparmio. Risparmio che, è bene ricordarlo, non dovrà andare a scapito dell’efficienza energetica dell’abitazione, altrimenti si rischierà solo di ricevere bollette più salate.

Vediamo, quindi, come è possibile cambiare il sistema di illuminazione della casa, senza spendere una follia.

Lampade a basso consumo

Un primo passo, per un’illuminazione economica, passa certamente attraverso l’uso di lampade a basso consumo energetico. Lampade a led o a luce alogena, infatti, consentono di risparmiare fino al 90% del consumo di energia elettrica, rispetto alle obsolete lampadine a incandescenza. Le moderne lampade, inoltre, hanno una durata molto lunga nel tempo. Un piccolo investimento, quindi, per contenere il consumo energetico ed avere una casa ben illuminata.

Dimmer

Il dimmer è un regolatore dell’intensità della luce; applicato agli interruttori dell’abitazione, consente di variare la quantità di luce di cui si ha bisogno. Il dimmer è soprattutto un valido alleato di un’illuminazione economica; permette, infatti, di utilizzare le luci a piena potenza solo quando è strettamente necessario, e regolarle ad un’intensità più soffusa, quando si vuole avere un po’ di atmosfera.

Tipi di lampade

Progettare un sistema di illuminazione economico, senza prevedere onerosi interventi murari, è possibile; ed è anche facile! Grazie alla grande varietà di lampade in commercio, si potrà scegliere la soluzione meno “invasiva”e di più semplice installazione.

Alcuni esempi sono:

  • le strisce led
  • le lampade da terra
  • i faretti da studio.

Questi tipi di lampade, disponibili in tante, diverse forme e dimensioni, consentono di cambiare l’aspetto della casa e la sua illuminazione, senza spendere una follia. Sono, inoltre, elementi che si sposano bene con un arredamento moderno.

Consigli

Un buon modo per capire come risparmiare è, certamente, quello di evitare alcuni errori, piuttosto comuni, nella progettazione dell’impianto di illuminazione. Un consiglio che sentiamo di darvi, se state pensando ai led da incasso, è quello di evitare l’eccesso di punti luce; i led da incasso, infatti, vanno usati con parsimonia, poiché hanno un costo iniziale piuttosto alto; si rischia, inoltre, di avere consumi elevati. Al contrario, invece, meglio installare più interruttori, così da avere un controllo delle luci più mirato ed efficiente. Quindi, pochi punti luce e più interruttori, così da accendere solo le luci di cui si ha effettivamente bisogno.

Vale la pena ricordare, infine, che il risparmio energetico passa, innanzitutto, per la riduzione degli sprechi; il migliore strumento di contenimento dei consumi, quindi, è l’abitante della casa e la sua volontà di non dissipare energia inutilmente.

Differenze tra luci a led e alogene

Devo sostituire l’impianto di illuminazione della mia casa e vorrei utilizzare delle lampadine a basso consumo energetico. Quali sono le differenze tra luci a led e alogene?

L’efficienza energetica della nostra casa, passa anche attraverso le lampade che utilizziamo per l’illuminazione. È, anzi, il modo più semplice ed economico per iniziare a risparmiare sulle bollette.

Vediamo nel dettaglio le differenze tra luci a led e alogene.

Luci a led

Le lampade a led sono, ormai, in commercio da qualche anno e, ciononostante, rappresentano decisamente l’illuminazione del futuro. In questo genere di lampade, la luce viene prodotta dall’emissione di fotoni da parte di diodi. Questa caratteristica le rende particolarmente efficienti, nonché durature nel tempo. Una lampada a led, infatti, può durare anche 20 anni, restando accesa per 6/7 ore al giorno.

Luci alogene

Le lampade alogene sono molto simili alle vecchie lampadine a incandescenza, dalla quali differiscono però per il gas contenuto nel bulbo; in genere, infatti, si tratta di xeno, iodio o kripton. Molto più efficienti delle vecchie incandescenti (durano anche più del doppio), producono una luce più bianca e intensa, che può essere regolata con un apposito interruttore.

Differenze

Benché sia le lampade a led, sia quelle alogene, consentano un buon risparmio energetico, differiscono tra loro per le seguenti caratteristiche:

  • le luci alogene si “scaldano” lentamente, quindi non sprigionano subito tutta la loro intensità, mentre quelle a led si accendono subito
  • le lampade a led, per la loro struttura, sono meno fragili
  • comparate con le lampade a incandescenza, quelle a led consentono un risparmio del 90%, mentre le alogene “solo” del 50%
  • le lampade a led hanno ancora un costo d’acquisto piuttosto elevato, mentre quello delle alogene è molto contenuto.

Si tratta comunque, sia che si parli di led che di alogeno, di luci altamente efficienti; ciò rende possibile inserirle entrambe, ad esempio in stanze diverse, all’interno del proprio sistema di illuminazione. Il risparmio sarà comunque garantito!

Lampade da esterno con videocamera

Vorrei dotare gli esterni della mia casa di un sistema di sorveglianza e mi chiedevo: esistono delle lampade da esterno con videocamera?

Sicurezza e privacy sono temi sempre più all’ordine del giorno; la tranquillità, specie in un’abitazione isolata, infatti, non può più prescindere da un buon sistema di videosorveglianza. Un efficace strumento, dalla doppia valenza, è rappresentato proprio dalle lampade da esterno con videocamera; oltre a monitorare i dintorni della nostra casa, infatti, consentono di illuminare ingresso e porte-finestre, con tutti i vantaggi che questo comporta.

Caratteristiche

Le lampade da esterno dotate di videocamera, sono strumenti altamente personalizzabili che, pur avendo tutto l’aspetto di una lampada, hanno all’interno una foto/video camera, che consente di controllare gli esterni della propria abitazione. La videocamera è integrata e poco visibile ad eventuali malintenzionati; le lampade sono disponibili in tanti modelli, così che sia possibile scegliere quelle più adatte alle proprie esigenze. Questi strumenti, in genere, sono dotati anche di un’apposita app, che collega la videocamera allo smartphone, consentendoci di avere la nostra abitazione sotto controllo e sempre a portata di click.

Modelli di lampade da esterno con videocamera

Vi proponiamo qui un paio di modelli che, secondo la nostra redazione, possono aiutare ad avere un’idea di funzionalità e costi di questo tipo di strumenti.

Netatmo Telecamera Wifi esterno con luce integrata

Questo modello, dotato di videocamera da 4 megapixel, possiede anche un sensore di rilevamento e riconoscimento persone, ed un campo visivo di 100°. Collegata al telefono, tramite apposita app, consente di ricevere notifiche immediate; è, inoltre, compatibile con Amazon Alexa, Apple Homekit, Google Assistant e IFTTT. La lampada “intelligente” può essere programmata per accendersi automaticamente, oppure azionata manualmente.

Telecamera da Esterno Somfy Outdoor

Questa lampada è dotata di una videocamera Full HD da 30fps, nonché di una sirena da 110 decibel. Consente una visione notturna fino a 8 metri, con un campo visivo di 130° e sensore di movimento. La specifica app Somfy Protect, consente di attivare la sirena da remoto, nonché di accendere la lampada, così da dissuadere eventuali malintenzionati.

Potrete, altrimenti, rivolgervi al vostro installatore di fiducia, così che possa consigliarvi un sistema maggiormente commisurato sulle vostre esigenze.

Cos’è e come funziona il camino a bioetanolo

Nella ristrutturazione del mio appartamento, non vorrei rinunciare al camino, ma il condominio non è provvisto di canna fumaria. Ho sentito parlare di altre soluzioni: ad esempio, cos’è e come funziona il camino a bioetanolo?

Avere in casa un camino, in assenza di una canna fumaria, era, fino a poco tempo fa, assolutamente impensabile. In alcuni casi, sarebbero stati necessari onerosi interventi e opere murarie; in altri, sarebbe stato proprio impossibile. Con il camino a bioetanolo, anche detto biocamino, invece, non solo è possibile, ma è anche molto facile e pratico. In poco tempo, sarà possibile avere in casa la splendida atmosfera che il camino sa donare all’ambiente.

Cos’è un camino a bioetanolo

Per capire cos’è e come funziona il camino a bioetanolo, dobbiamo innanzitutto dire che si tratta di un camino alimentato con un combustibile, di origine naturale, che non produce cenere, né altri residui nocivi. Il bioetanolo, infatti, bruciando produce solo acqua e anidride carbonica, in piccole quantità. Per intenderci, un biocamino sprigiona, all’incirca, la stessa quantità di CO2 di due persone che respirano. Data l’assenza di canna fumaria, il camino a bioetanolo è soggetto anche a minore dispersione energetica.

Vantaggi di un biocamino

Un camino alimentato a bioetanolo, come già accennato, non necessita di una canna fumaria; ciò si traduce in un notevole risparmio nell’investimento. Non serve, inoltre, alcun tipo di autorizzazione per l’installazione. Altri importantissimi vantaggi di un camino a bioetanolo sono:

  • non sporca
  • non fa fumo
  • è inodore
  • non inquina
  • non necessita di manutenzione.

Ricordiamo, inoltre, che un biocamino rappresenta, oltre ad un efficace sistema di riscaldamento della casa, un accattivante complemento d’arredo.

Tipologie di camini a bioetanolo

Dal momento che, come accennato, il biocamino è anche un elemento che arreda lo spazio, i produttori hanno studiato modelli di tutte le forme e dimensioni. I più diffusi, comunque, sono i biocamini a parete e quelli a pavimento. Un camino a bioetanolo da parete può essere appeso al muro come un televisore, il suo ingombro è minimo e la sua estetica gradevole. La variante a pavimento è decisamente più simile, all’aspetto, ad un camino tradizionale; ciò lo rende, pertanto, adatto a chi non vuole rinunciare ad un’estetica più classica del camino.

Componenti e accessori

Per meglio adattarsi alle esigenze del consumatore, il biocamino può essere dotato di componenti “personalizzate”. A seconda, infatti, dell’uso che se ne farà, si può scegliere un modello con bruciatore più o meno capiente, per avere un’autonomia del biocamino adatta alle proprie esigenze.

All’interno del bruciatore, poi, possono essere aggiunte specifiche essenze e fragranze, in grado di sprigionare nell’ambiente il profumo che più ci piace.

Certo, il camino a bioetanolo, a differenza di un camino tradizionale, non vi permetterà di cuocere le vostre pietanze ma, di certo, sarà in grado di donare alla casa tutta l’atmosfera ed il calore di un bel fuoco.

Detrazioni per gli impianti ad energia rinnovabile

So che esistono delle detrazioni per gli impianti ad energia rinnovabile; per la ristrutturazione della mia casa, infatti, vorrei installare degli impianti che sfruttino energie alternative, a che tipo di agevolazioni avrei diritto?

Le energie rinnovabili, oltre ad essere amiche dell’ambiente, sono ormai anche sinonimo di risparmio energetico nelle nostre case.

Cosa sono le energie rinnovabili

Come dice il loro stesso nome, le energie rinnovabili sono risorse che si rinnovano e che, pertanto, si possono considerare pressoché inesauribili. Il sole, il vento e il calore geotermico sono le fonti maggiormente utilizzate per la produzione di energia ad uso domestico; i moderni impianti, infatti, sono ormai in grado di sfruttare queste risorse e “convertirle” in notevole risparmio per le nostre tasche. Le energie rinnovabili, per uso domestico, sono utilizzate per la produzione di:

  • acqua calda
  • energia elettrica
  • aria calda e fredda.

Bonus

Il legislatore, affinché l’uso di queste energie sia incentivato, ha stabilito il diritto a dei bonus fiscali, per chi volesse dotare la propria abitazione di impianti alimentati dalle suddette fonti.

Per comprendere a quale tipo di bonus, e quindi di detrazioni, si abbia diritto, bisogna considerare il tipo di impianto che si vuole installare nella propria abitazione.

Detrazioni 65%

Qualora si vogliano installare dei pannelli solari termici, quindi per la produzione di acqua calda e riscaldamento, l’intervento rientra nell’EcoBonus 2020. Tale bonus da diritto a detrazioni IRPEF, pari al 65% della spesa sostenuta, e recuperabili in 10 anni. Stesso discorso per l’installazione di un impianto geotermico, o a pompa di calore. Ai fini del diritto all’EcoBonus, è necessario poi che venga inviata ad Enea la certificazione dell’impianto, entro 90 giorni dal fine lavori.

Detrazioni 50%

Per i pannelli fotovoltaici (quindi per la produzione di energia elettrica), invece, il legislatore fa riferimento al Bonus Ristrutturazioni Edilizie, che da diritto a detrazioni del 50% sulla spesa effettuata. In tale spesa poi va calcolata l’Iva al 10%, anziché al 22%.

Le agevolazioni fiscali, in tutti i casi, saranno calcolate sul costo totale sostenuto per l’acquisto, l’installazione e la certificazione dell’impianto. Qualora, infatti, ci si rivolga ad un professionista per la compilazione della certificazione A.P.E., anche tale spesa potrà essere detratta.

Requisiti

Hanno diritto alle detrazioni, tutti i contribuenti soggetti ad IRPEF; è quindi sufficiente risiedere e lavorare in Italia. Altro requisito fondamentale è che gli interventi dovranno essere effettuati su edifici esistenti; le agevolazioni non si applicano a nuove costruzioni. Il pagamento, poi, potrà essere effettuato solo tramite bonifico bancario parlante.

Per maggiori informazioni, in merito alle detrazioni per gli impianti ad energia rinnovabile, è possibile consultare la Legge di Bilancio 2020 in Gazzetta Ufficiale, il sito di Enea, per la produzione della documentazione necessaria, ed il sito dell’Agenzia delle Entrate.

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