È vero che il riscaldamento a pavimento ha dei consumi alti?

È vero che il riscaldamento a pavimento ha dei consumi alti?

Vorrei valutare l’installazione di un impianto radiante nella mia casa, ma sento pareri contrastanti; è vero che il riscaldamento a pavimento ha dei consumi alti?

Il riscaldamento a pavimento è un sistema che, negli ultimi anni, ha avuto una larga diffusione. Questa tecnologia era già stata progettata negli anni ’50; il suo impiego, tuttavia, è ripreso solo di recente, da quando cioè sono stati migliorati i materiali di cui l’impianto è composto. Per capire se è vero che il riscaldamento a pavimento ha dei consumi alti, vediamo prima brevemente come funziona.

Struttura di un impianto di riscaldamento a pavimento

I moderni impianti di riscaldamento a pavimento sono strutturati, essenzialmente, con un sistema di tubi e serpentine, che vengono installati sotto il massetto. La struttura è composta anche di materiali isolanti (sotto le serpentine) e di materiali conduttori (sopra l’impianto), al fine di sprigionare al meglio il calore. Come si può intuire, la sua installazione comporta delle opere murarie, il cui costo va ad aggiungersi a quello dell’impianto stesso.

Costi di installazione

Per avere un’idea del tutto indicativa, che quindi non tiene conto della posizione geografica della casa, né di altre variabili come isolamento e coibentazione, possiamo dire che un impianto di riscaldamento a pavimento costa in media tra i 50 e i 70 euro per metro quadrato, inclusa l’installazione. Per un’abitazione di 100mq, bisognerà quindi preventivare una spesa di circa 6.000€. Affinché l’impianto sia più efficiente, servirà tuttavia l’installazione di una moderna caldaia a condensazione; ancor meglio se c’è la possibilità di utilizzare dei pannelli solari termici. Questi costi, di conseguenza, vanno aggiunti alla spesa per l’impianto.

Consumi del riscaldamento a pavimento

Un impianto di riscaldamento a pavimento riesce a funzionare con acqua a basse temperature; per intenderci, la cosiddetta temperatura di mandata si aggira intorno ai 30/40°C, contro i 70° di un impianto tradizionale. Ciò comporta un minor dispendio di energia per riscaldare l’acqua nelle tubazioni. L’impianto, quindi, va lasciato sempre accesso, con una temperatura ambiente impostata tra 18/20°C, affinché raggiunga una buona inerzia termica. Questo lo rende poco adatto alle abitazioni poco vissute, ma comporta un buon risparmio energetico per chi invece vive molto la casa. Con le dovute accortezza, dunque, un impianto di riscaldamento a pavimento, può consentire un risparmio dei consumi fino al 30%, rispetto ad un impianto tradizionale, con termosifoni a convenzione.

Conclusioni

Possiamo quindi concludere che non è assolutamente vero che il riscaldamento a pavimento abbia consumi alti, ma che anzi, al contrario, consenta un buon risparmio in bolletta. Benché il suo costo iniziale sia un po’ più alto rispetto al sistema tradizionale, i suoi consumi contenuti permettono di ammortizzare la spesa iniziale in poco tempo.

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Redazione del Portale Casa Mia

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